Il surreale spot dei talebani per promuovere il turismo in Afghanistan
Il linguaggio visivo è quello dei video di propaganda, diventati noti all’epoca dell’Isis. Ma dopo pochi secondi, il tono cambia bruscamente: uno degli uomini armati si avvicina, scopre il volto di uno degli “ostaggi” e il giovane — un turista occidentale — sorride e alza il pollice: «Benvenuti in Afghanistan!».
Non è una parodia né una provocazione satirica. Il video — della durata di circa 50 secondi — è una vera e propria campagna promozionale per il turismo in Afghanistan, circolata negli ultimi giorni su vari canali social vicini all’ambiente talebano. «Dopo aver liberato il nostro Paese da voi, ora vi invitiamo a visitarlo come turisti», dice, serio, uno degli uomini in armi guardando dritto in camera.
La clip è stata realizzata da Yosaf Aryubi, fondatore di un’agenzia turistica chiamata Raza Afghanistan, e ha fatto rapidamente il giro del web. Non è chiaro se il video sia stato commissionato o approvato ufficialmente dal governo talebano, che ha preso il potere nel 2021 dopo il ritiro delle forze NATO e il crollo della Repubblica afghana.
Negli ultimi mesi i vertici talebani hanno mostrato interesse per la promozione dell’immagine internazionale del Paese, cercando — con scarsi risultati — di attrarre investimenti e persino visitatori stranieri.
Il turismo in Afghanistan resta comunque residuale, con numeri molto bassi e rischi elevati. Il Paese è ancora attraversato da conflitti interni, è sottoposto a sanzioni internazionali e privo di garanzie reali in termini di sicurezza, trasporti e assistenza sanitaria. Alcuni gruppi di viaggiatori estremi, amanti delle destinazioni “off the beaten track”, hanno visitato Kabul o la valle del Panjshir, spesso documentando le esperienze sui social — ma si tratta di casi isolati, non senza critiche.
00:48
Non è una parodia né una provocazione satirica. Il video — della durata di circa 50 secondi — è una vera e propria campagna promozionale per il turismo in Afghanistan, circolata negli ultimi giorni su vari canali social vicini all’ambiente talebano. «Dopo aver liberato il nostro Paese da voi, ora vi invitiamo a visitarlo come turisti», dice, serio, uno degli uomini in armi guardando dritto in camera.
La clip è stata realizzata da Yosaf Aryubi, fondatore di un’agenzia turistica chiamata Raza Afghanistan, e ha fatto rapidamente il giro del web. Non è chiaro se il video sia stato commissionato o approvato ufficialmente dal governo talebano, che ha preso il potere nel 2021 dopo il ritiro delle forze NATO e il crollo della Repubblica afghana.
Negli ultimi mesi i vertici talebani hanno mostrato interesse per la promozione dell’immagine internazionale del Paese, cercando — con scarsi risultati — di attrarre investimenti e persino visitatori stranieri.
Il turismo in Afghanistan resta comunque residuale, con numeri molto bassi e rischi elevati. Il Paese è ancora attraversato da conflitti interni, è sottoposto a sanzioni internazionali e privo di garanzie reali in termini di sicurezza, trasporti e assistenza sanitaria. Alcuni gruppi di viaggiatori estremi, amanti delle destinazioni “off the beaten track”, hanno visitato Kabul o la valle del Panjshir, spesso documentando le esperienze sui social — ma si tratta di casi isolati, non senza critiche.