Troppi turisti: a Madrid il tribunale ordina la chiusura dei b&b per tutelare i residenti
Un tribunale di Madrid ha ordinato la chiusura immediata di dieci appartamenti turistici in un unico edificio del quartiere centrale di La Latina. La decisione non nasce da violazioni amministrative o mancanze nei requisiti legali degli alloggi, ma dalla necessità di proteggere i diritti fondamentali di una famiglia residente, composta da due genitori e due figli piccoli, che da anni denunciava condizioni di vita insostenibili a causa della presenza massiccia e rumorosa di turisti.
Secondo la giudice, il rumore, lo stato di degrado delle aree comuni, le molestie e i comportamenti molesti degli ospiti – spesso ubriachi, rumorosi e in alcuni casi sorpresi a consumare rapporti sessuali negli spazi comuni – hanno violato il diritto alla privacy, alla salute e alla vita familiare dei residenti. A questo si aggiunge il danno psicologico: la madre ha perso il lavoro per i disturbi legati all’ansia, mentre i figli, entrambi sotto i sette anni, hanno sviluppato problemi di insonnia e stress documentati da relazioni mediche e perizie psichiatriche. I dieci appartamenti, gestiti da quattro diverse società, non potranno più essere usati a fini turistici, neanche in futuro. Inoltre, le società dovranno versare un risarcimento di 37mila euro alla famiglia. È la prima volta in Spagna che la chiusura di appartamenti turistici viene disposta non per questioni legate alla regolamentazione degli affitti, ma per la violazione dei diritti costituzionali dei vicini.
La zona di Calle de Toledo, tra Puerta de Toledo e Plaza Mayor, è ormai dominata dagli affitti brevi: circa il 75% degli appartamenti dell’edificio in questione è destinato ai turisti. Il boom del turismo ha fatto salire vertiginosamente i prezzi delle case e del costo della vita, spingendo molti residenti verso la periferia o addirittura fuori città. La Spagna, pur essendo uno dei paesi più visitati al mondo, è anche tra i più attivi nel contrasto all’overtourism. Le normative sugli affitti brevi sono tra le più restrittive d’Europa: gli alloggi turistici devono essere registrati e molte città, da Madrid a Barcellona, hanno imposto limiti drastici al loro numero nei quartieri più colpiti dalla pressione turistica. Tuttavia, come dimostra questo caso, le regole esistenti non bastano a garantire la qualità della vita per i residenti.
La decisione si inserisce in un contesto sempre più complesso, in cui l'espansione degli affitti brevi e l’aumento costante dei flussi turistici mettono sotto pressione i centri urbani, alimentando fenomeni di overtourism. Un fenomeno che, in molte città europee, sta modificando profondamente la vita quotidiana dei residenti, contribuendo all'aumento dei prezzi degli immobili, alla trasformazione del tessuto commerciale e alla progressiva perdita di identità di interi quartieri. Come racconta questa sentenza, però, il tema dell’equilibrio tra attrattività turistica e qualità della vita dei residenti non è più rinviabile.