Il format dell'emergenza
di Davide TragliaIeri al Municipio V di Roma si discuteva e si votava una mozione contro l’islamofobia e il razzismo antimusulmano, un atto che prevede iniziative contro le discriminazioni religiose e una ricognizione degli spazi destinati ai luoghi di culto. Alla fine la mozione è stata approvata a maggioranza, ma la seduta è stata accompagnata da ore di tensione, proteste e provocazioni.
Da giorni, infatti, la vicenda era diventata uno dei temi della destra social. Simone Carabella, Massimiliano Zossolo di Welcome to Favelas e altri influencer romani avevano rilanciato l’appuntamento sui propri canali, attaccando la mozione e tornando ad agitare lo spettro dell’“islamizzazione” della città.
Durante il suo intervento Zossolo ha strappato un'immagine della bandiera palestinese ed è stato poi colpito con uno schiaffo. In aula si sono susseguiti cori, contestazioni, l’Inno di Mameli e “Bella ciao”, mentre fuori e dentro il Municipio oltre duecento persone, secondo la Rete Solidale Municipio V, avevano raccolto l’appello delle associazioni e delle realtà antirazziste del territorio.
Alla fine l’atto è passato. Ma quello che è successo ieri racconta anche qualcosa di più: il modo in cui una parte della destra social costruisce attenzione attorno a una (presunta) emergenza, alzando i toni e trasformando lo scontro in contenuto. Per anni il set sono state le periferie, le stazioni o le metropolitane. Ieri, invece, lo stesso schema è arrivato dentro l’aula di un Municipio.
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Da giorni, infatti, la vicenda era diventata uno dei temi della destra social. Simone Carabella, Massimiliano Zossolo di Welcome to Favelas e altri influencer romani avevano rilanciato l’appuntamento sui propri canali, attaccando la mozione e tornando ad agitare lo spettro dell’“islamizzazione” della città.
Durante il suo intervento Zossolo ha strappato un'immagine della bandiera palestinese ed è stato poi colpito con uno schiaffo. In aula si sono susseguiti cori, contestazioni, l’Inno di Mameli e “Bella ciao”, mentre fuori e dentro il Municipio oltre duecento persone, secondo la Rete Solidale Municipio V, avevano raccolto l’appello delle associazioni e delle realtà antirazziste del territorio.
Alla fine l’atto è passato. Ma quello che è successo ieri racconta anche qualcosa di più: il modo in cui una parte della destra social costruisce attenzione attorno a una (presunta) emergenza, alzando i toni e trasformando lo scontro in contenuto. Per anni il set sono state le periferie, le stazioni o le metropolitane. Ieri, invece, lo stesso schema è arrivato dentro l’aula di un Municipio.