USA, crolla la popolarità di Donald Trump. Ora il 60% dei giovani americani si vergogna del Presidente
di Samuele MaccoliniErano oltre 5 milioni alla prima protesta del 5 aprile, puntano ad essere ancora di più il 1° maggio, quando scenderanno in piazza per la giornata dei lavoratori: la rabbia dei cittadini statunitensi contro Trump è ufficialmente esplosa. Il primo appuntamento ha avuto luogo all’inizio del mese grazie a un coordinamento spontaneo nato sul social Reddit: il movimento si chiama “50501” e in soli due mesi, senza particolari gerarchie o budget, ha dato vita a 50 proteste, in 50 stati, in un giorno. Era quello l’obiettivo, appunto, racchiuso nel nome stesso del movimento. 50501 è nato su una piattaforma utilizzata prevalentemente da un pubblico giovane. Lo stesso utente che avrebbe dato il via all’iniziativa si descrive come un ingegnere laureato in marketing: dice di essere «solo un ragazzo normale», che mantiene l’anonimato e non concede interviste. Ma appartengono alle nuove generazioni anche gli studenti che nelle ultime settimane hanno protestato davanti alle università americane contro gli attacchi dell’amministrazione Trump ai campus, colpiti da ampi tagli ai finanziamenti, espulsioni di studenti internazionali e un giro di vite sulla libertà di espressione.
Come ad Harvard, primo campus a ribellarsi alle richieste della Casa Bianca, per questo punita con il congelamento di fondi pubblici per 2,2 miliardi di dollari. Giovedì 17 aprile, a protestare davanti all’università, c’era anche Rochelle Sun, studentessa laureata presso il Dipartimento di Governo dell’ateneo. In mano aveva un cartello con una frase che restituisce bene il sentimento dei giovani alle prese con un’amministrazione ostile: «Vorrei scrivere la mia tesi, ma continuo a dover combattere questo stupido fascismo». Non è un caso che siano proprio i giovani a guidare la protesta anti-Trump. Secondo i risultati di un sondaggio realizzato a inizio mese dall’istituto francese Ifop, che VD pubblica in esclusiva per l’Italia, il 60% degli americani nella fascia 18-24 anni si vergogna del proprio Presidente. Un sentimento che si ripercuote anche sull’identità nazionale: poco più della metà, il 51%, ammette infatti di vergognarsi di essere americano.
A 100 giorni dal suo insediamento è ormai chiaro che larga parte dei giovani, come del resto della popolazione, non è soddisfatta di Trump. Solo il 45% degli Under 24 approva il suo operato. Nell’elettorato complessivo la popolarità si ferma al 44%, registrando il tasso di approvazione più basso dall'inizio del suo mandato. In tre mesi, la popolarità dell'amministrazione Trump è diminuita di 6 punti percentuali. Secondo lo studio Ifop, il rifiuto della sua azione è particolarmente forte tra le donne (55%), tra famiglie a basso reddito (63% tra coloro che guadagnano meno di 25.000 dollari all'anno) e tra le minoranze etniche, come gli afroamericani (69%). Un elettore su quattro di Trump (24%) arriva persino a pentirsi di aver votato per il tycoon alle elezioni dello scorso novembre. Anche in questo caso, il rimorso risulta particolarmente elevato tra gli elettori trumpisti Under 35 (33%) o appartenenti a una minoranza etnica (34% tra gli ispanici, 38% tra gli afroamericani).
Nel complesso si tratta di dati molto significativi, poiché storicamente le nuove amministrazioni hanno spesso goduto della cosiddetta “luna di miele” nei primi mesi di attività. Di solito gli indici di gradimento iniziano a calare più avanti, quando si iniziano a percepire i primi effetti delle politiche. Ma nel caso di Trump potrebbe avere giocato a sfavore la vivace e confusionaria attività di Governo, segnata peraltro da una comunicazione imprevedibile e sopra le righe che potrebbe aver disorientato gli elettori. Anche perché la preoccupazione maggiore degli americani prima del voto di novembre riguardava l’economia. Trump è stato votato (anche e soprattutto) per rafforzarla. Ma nell’incertezza generale, questo aspetto continua a preoccupare parecchio gli americani. Meno di 2 statunitensi su 5 (il 36%) premia infatti la politica dei dazi, annunciati a inizio aprile e modificati nel giro di pochi giorni in seguito al caos provocato a livello globale. Non sorpende che i 18-24enni siano in assoluto la fascia di età più spaventata, poiché in quanto giovani hanno meno risorse e una vita di spese davanti: meno di uno su tre (il 30%) crede che i dazi avranno un effetto positivo sull’economia USA.
Anche il riavvicinamento con la Russia avviato da Trump non raccoglie l’approvazione dei cittadini. Due terzi degli intervistati (66%) desiderano infatti continuare a sostenere l'Ucraina. Un significativo aumento rispetto alla scorsa primavera (+10 punti dal maggio 2024), segno che la strategia della Casa Bianca in questo frangente non convince. Il sostegno alla causa ucraina supera infatti le divisioni di partito: i repubblicani pro Ucraina sono comunque la maggioranza (57%). Una proporzione certo inferiore rispetto ai democratici (84%), ma comunque predominante. Trova invece meno opposizione, anche tra i giovani, l’agenda cosiddetta “anti-woke” del Presidente americano. Un sorprendente 54% dei 18-24enni è d’accordo con il divieto di accesso agli sport femminili per le persone transgender (comunque inferiore al 62% dell’elettorato generale). Inoltre, il 56% è favorevole alla legalizzazione del principio secondo cui esistono solo due sessi: maschio e femmina.
Le nuove generazioni sono invece più sensibili ai temi ambientali, con il 58% contrario a revocare l’adesione degli USA dall’accordo di Parigi sul Clima. E legati all’immigrazione: quasi 7 giovani su 10 sono contrari alla revisione dello ius soli, che non permetterebbe più ai figli di immigrati nati negli Stati Uniti di ottenere automaticamente la cittadinanza. Il 46% è comunque d’accordo con l’espulsione degli irregolari – quota che si alza al 56% nella popolazione generale. I risultati presentati nell’articolo provengono da uno studio realizzato da Ifop per NYC.eu condotto tramite questionario online su un campione nazionale rappresentativo di 1.225 statunitensi di età pari o superiore a 18 anni (8-10 aprile 2025) e su un campione nazionale rappresentativo di 1.000 francesi di età pari o superiore a 18 anni (9-10 aprile 2025).