Bologna, medici in presidio dopo il caso certificati CPR

«La cura non è reato, la libertà non è reato» dicono mediche e medici in presidio a Bologna per esprimere solidarietà alle colleghe che mercoledì scorso sono state interrogate in Questura per oltre dieci ore.

La Procura di Ravenna, infatti, ha deciso di allargare l’inchiesta sui certificati di non idoneità ai Centri di Permanenza per i Rimpatri, perquisendo altri 23 professionisti, perlopiù infettivologi e psichiatri.

«Non siamo assolutamente tenute a piegare il nostro ruolo di cura alle richieste di uno Stato che vuole solo recludere delle persone all’interno di luoghi in cui si consumano torture e morte», spiega Marica Greco, medico di medicina generale e parte del collettivo di professioniste e professionisti sanitari del Laboratorio di Salute popolare di Bologna. 

I CPR - spiegano pure i medici - sono luoghi patogeni, gestiti da privati, in cui non esiste alcun tipo di assistenza sanitaria.
02:54
  • Copiato negli appunti https://www.vdnews.it/diritti/2026/09/21/video/bologna-medici-in-presidio-dopo-il-caso-certificati-cpr-22757241/
  • Copiato negli appunti <iframe src="https://www.vdnews.it/embed/diritti/2026/09/21/video/bologna-medici-in-presidio-dopo-il-caso-certificati-cpr-22757241/" width="640" height="360" frameborder="0" scrolling="no"></iframe>

Potrebbe piacerti anche