Il progetto pilota è stato approvato all’unanimità dal Consiglio regionale campano e punta a introdurre la distribuzione gratuita di prodotti igienici femminili (assorbenti e tamponi) negli istituti secondari di primo e secondo grado attraverso l’installazione di distributori automatici.

La mozione porta la firma del consigliere regionale di maggioranza Davide D’Errico, del gruppo “Roberto Fico Presidente”, che ha definito la misura «simbolica e potentissima». «Il ciclo mestruale non deve mai diventare vergogna, disagio o motivo di assenza da scuola. Anche questa è una delle tante ingiustizie di genere che dobbiamo affrontare», ha dichiarato.

Alla base dell’iniziativa c’è anche un dato sociale rilevante: secondo il rapporto sulla giustizia mestruale di WeWorld e Ipsos, in collaborazione con Equonomics e la School of Gender Economics di Unitelma Sapienza, circa una persona su sei in Italia dichiara di non potersi permettere prodotti mestruali. Un tema che, secondo il consigliere, si intreccia con il quadro delle politiche nazionali. Dal 1° gennaio 2024, infatti, l’aliquota IVA sugli assorbenti è salita dal 5 al 10%, una scelta che ha inciso sul prezzo finale dei prodotti. Per questo la mozione approvata in Campania prevede anche un impegno della Regione a farsi portavoce, nelle sedi istituzionali, della richiesta di ridurre l’IVA dal 10 al 4%, in linea con altri Paesi europei.

Oltre alla distribuzione gratuita negli istituti, il progetto include campagne di sensibilizzazione sull’educazione mestruale e sulla salute riproduttiva, con l’obiettivo di ridurre stigma e disuguaglianze. Il piano sarà ora sviluppato come sperimentazione: il progetto pilota servirà a valutare costi, sostenibilità e impatto sociale attraverso indicatori specifici, in vista di un’eventuale estensione su scala regionale.

Per il consigliere D’Errico, si tratta di un intervento che guarda anche al modello europeo: «Come già avviene nelle migliori esperienze europee, dobbiamo garantire che la gestione del ciclo mestruale non sia un ostacolo alla vita scolastica e sociale delle ragazze». Lo scorso aprile la Valle d’Aosta era diventata la prima regione in Italia ad avviare un progetto del genere.