Nei giorni scorsi, il gruppo Otb, holding italiana del lusso fondata da Renzo Rosso, ha annunciato un progetto di prevenzione ed educazione sui temi della fertilità rivolto alle sue dipendenti. Nel piano anche la possibilità per le donne tra i 30 e i 40 anni di accedere alla tecnica del social freezing, vale a dire il congelamento degli ovuli per posticipare la maternità in un non identificato futuro. 

Il tema del congelamento degli ovuli sta entrando sempre all’interno delle politiche di welfare aziendali. Da un lato è un passo molto importante, dato che In Italia conservare gli ovociti attraverso la crioconservazione può costare fino a 7mila euro, senza contare le spese annuali di conservazione. Inoltre, moltissime persone convivono con condizioni che riducono la fertilità, come endometriosi o menopausa anticipata, ma la crioconservazione gratuita è prevista al momento solo per le persone con patologie oncologiche. Motivazione che aveva spinto il collettivo “Stiamo fresche” a lanciare una campagna per chiedere l’accesso gratuito alla crioconservazione fino ai 40 anni, come accade già in altri Paesi europei.

Dall’altro lato, però, per le aziende offrire la possibilità di congelare gli ovuli è un buon modo per non agire altrove, vale a dire sulle condizioni che spingono una lavoratrice a posticipare la maternità. Dalla possibilità di preservare il proprio posto di lavoro anche dopo la gravidanza, alla presenza di asili in azienda: i dati oggi ci dicono che il 39,6% delle donne senza figli tra i 18 e i 49 anni considera la maternità un ostacolo alla permanenza o all’ingresso nel mercato del lavoro, contro solo il 27,4 % degli uomini.

Una donna su due, di età compresa tra i 18 e i 24 anni, pensa che diventare madri sia uno svantaggio per lavoro e carriera. Davvero può essere un diritto conquistato quello che rinforza l’idea che la maternità vada programmata, non perché sia effettivamente una propria esigenza, ma perché prima bisogna scontare anni di precariato e di faticoso lavoro in vista di una possibile realizzazione personale? E perché a un uomo non viene offerto di posticipare la paternità?

Non a caso i sindacati hanno definito il progetto di Otb come un’operazione di facciata. Per agevolare la genitorialità, dicono: «occorrerebbe semmai spingere sulle garanzie di conservazione della professionalità della lavoratrice al rientro della maternità o su un migliore accesso al part-time, argomenti rispetto ai quali, con Otb è sempre difficile trovare un accordo».