«Fermare i suicidi in carcere è un'emergenza sociale», l'appello del Presidente Mattarella
«Il problema dei suicidi in carcere è drammatico e da troppo tempo non mostra segni di arresto: si tratta di una vera emergenza sociale sulla quale occorre interrogarsi per porre fine immediatamente a tutto questo». Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale il Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria e una rappresentanza della Polizia Penitenziaria, in occasione del 208° anniversario della fondazione del Corpo.
Secondo il rapporto presentato il 29 maggio dall’associazione Antigone, nel 2025 si contano già 33 suicidi negli istituti penitenziari italiani (dato aggiornato al 25 maggio), su 106 decessi complessivi. Il 2024 aveva già segnato un record con 91 suicidi, e l'anno in corso rischia di superarlo. I dati, basati anche su rilevazioni dell’associazione Ristretti Orizzonti, mostrano una realtà ben più grave rispetto a quella che emerge dai dati ufficiali, spesso sottostimati. Il tasso di suicidi in carcere è 25 volte più alto rispetto alla società esterna. In Italia, il tasso è il doppio della media europea. L’età media delle vittime è di 41 anni, e quasi la metà (45,2%) sono cittadini stranieri, pur rappresentando solo il 31,6% della popolazione detenuta. Il 40% dei suicidi riguarda persone in custodia cautelare, dunque in attesa di giudizio. Inoltre, tra il 2024 e il 2025, almeno 27 persone decedute avevano già tentato di togliersi la vita, e 17 soffrivano di disturbi psichiatrici, mentre 6 avevano una storia di tossicodipendenza.
«Deve essere fatto per rispetto dei valori della Costituzione, per rispetto del vostro lavoro e della storia della polizia penitenziaria», ha aggiunto il presidente della Repubblica. «Quello delle vostre funzioni è un panorama articolato e complesso. Delle funzioni che svolgete in conformità alla Costituzione e che non si esauriscono nella vigilanza. So che ogni giorno cercate di assolvere con sacrificio e professionalità il vostro impegno: impegno reso ancora più difficile dalle preoccupanti condizioni del sistema carcerario che è contrassegnato da una grave e ormai insostenibile condizione di sovraffollamento», ha proseguito Mattarella. Infine, il Capo dello Stato ha ribadito la necessità che il carcere assolva pienamente la sua funzione rieducativa: «I luoghi di detenzione non devono trasformarsi in palestra per nuovi reati, in palestra di addestramento al crimine, nei luoghi di senza speranza ma devono essere effettivamente rivolti al recupero di chi ha sbagliato. Ogni detenuto recuperato equivale a un vantaggio di sicurezza per la collettività oltre ad essere un obiettivo costituzionale».
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Secondo il rapporto presentato il 29 maggio dall’associazione Antigone, nel 2025 si contano già 33 suicidi negli istituti penitenziari italiani (dato aggiornato al 25 maggio), su 106 decessi complessivi. Il 2024 aveva già segnato un record con 91 suicidi, e l'anno in corso rischia di superarlo. I dati, basati anche su rilevazioni dell’associazione Ristretti Orizzonti, mostrano una realtà ben più grave rispetto a quella che emerge dai dati ufficiali, spesso sottostimati. Il tasso di suicidi in carcere è 25 volte più alto rispetto alla società esterna. In Italia, il tasso è il doppio della media europea. L’età media delle vittime è di 41 anni, e quasi la metà (45,2%) sono cittadini stranieri, pur rappresentando solo il 31,6% della popolazione detenuta. Il 40% dei suicidi riguarda persone in custodia cautelare, dunque in attesa di giudizio. Inoltre, tra il 2024 e il 2025, almeno 27 persone decedute avevano già tentato di togliersi la vita, e 17 soffrivano di disturbi psichiatrici, mentre 6 avevano una storia di tossicodipendenza.
«Deve essere fatto per rispetto dei valori della Costituzione, per rispetto del vostro lavoro e della storia della polizia penitenziaria», ha aggiunto il presidente della Repubblica. «Quello delle vostre funzioni è un panorama articolato e complesso. Delle funzioni che svolgete in conformità alla Costituzione e che non si esauriscono nella vigilanza. So che ogni giorno cercate di assolvere con sacrificio e professionalità il vostro impegno: impegno reso ancora più difficile dalle preoccupanti condizioni del sistema carcerario che è contrassegnato da una grave e ormai insostenibile condizione di sovraffollamento», ha proseguito Mattarella. Infine, il Capo dello Stato ha ribadito la necessità che il carcere assolva pienamente la sua funzione rieducativa: «I luoghi di detenzione non devono trasformarsi in palestra per nuovi reati, in palestra di addestramento al crimine, nei luoghi di senza speranza ma devono essere effettivamente rivolti al recupero di chi ha sbagliato. Ogni detenuto recuperato equivale a un vantaggio di sicurezza per la collettività oltre ad essere un obiettivo costituzionale».