Dormire per terra, in carcere, con quaranta gradi
Nelle carceri toscane, se non ci sono più posti, si può dormire per terra. Lo prevede una direttiva del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria, che invita gli istituti a usare «tutti gli spazi disponibili» e, «se necessario anche oltre», arrivando «in via estrema» a sistemare i nuovi detenuti su «brande o materassi a terra».
In pratica, gli spazi non bastano più e la soluzione individuata è sfruttare ogni angolo disponibile, anche il pavimento. A quaranta gradi, in piena estate. La Toscana è solo l’ultimo caso di una crisi che riguarda l’intero sistema penitenziario. Secondo il rapporto di Antigone, decine di carceri superano il 150% di affollamento e in alcuni casi si va oltre il 200%.
In queste condizioni il caldo non è soltanto un disagio. Celle sovraffollate, edifici vecchi, scarsa ventilazione e pochissimi spazi rendono le estati nelle carceri ancora più difficili. Come ha raccontato a VD l’ex Garante nazionale delle persone private della libertà Mauro Palma, con il caldo «aumentano tensioni, conflitti e fragilità psicologiche» già strutturali , anche perché con il sovraffollamento diventa sempre più difficile garantire attività all’aperto o condizioni di vita dignitose.
Non è un caso, dunque, che i mesi estivi coincidano frequentemente con un aumento dei suicidi e degli episodi di autolesionismo negli istituti penitenziari. Dormire per terra, in una cella. È questa la soluzione prevista da una direttiva del Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per far fronte al sovraffollamento nelle carceri toscane: utilizzare «tutti gli spazi disponibili» e, se necessario, sistemare i nuovi detenuti su «brande o materassi a terra».
La misura nasce dall’emergenza che sta attraversando gli istituti della regione, aggravata anche dal sequestro di alcune sezioni del carcere di Sollicciano per le condizioni degradanti. In pratica, gli spazi non bastano più e la soluzione individuata è sfruttare ogni angolo disponibile, anche il pavimento. A quaranta gradi, in piena estate.
Le carceri toscane non sono le uniche in forte sovraffollamento. Al contrario, rappresentano la cartina al tornasole di una crisi che riguarda tutto il sistema penitenziario italiano. Secondo Antigone, decine di istituti superano il 150% di affollamento e in alcuni casi si va oltre il 200%. In queste condizioni il caldo non è solo un disagio: celle sovraffollate, edifici vecchi e scarsa ventilazione trasformano l’estate in un ulteriore fattore di rischio.
Come ci ha raccontato l’ex Garante nazionale delle persone private della libertà Mauro Palma, le alte temperature esasperano problemi già esistenti, aumentano tensioni, conflitti e fragilità psicologiche e rendono ancora più difficile garantire condizioni di vita dignitose. Non è un caso che proprio nei mesi estivi si registri spesso un aumento dei suicidi e degli episodi di autolesionismo.
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