La partita di calcio tra detenuti e figli: «Questa giornata non ha prezzo»
In questi giorni, in diversi istituti penitenziari italiani, si sta svolgendo la nona edizione della Partita con mamma e papà, l’evento promosso dall’associazione Bambinisenzasbarre nell’ambito della campagna Non un mio crimine ma una mia condanna. Nel 2024, per la prima volta, la manifestazione è stata estesa anche ad alcuni Paesi europei, grazie al supporto di COPE (Children of Prisoners Europe) e alla UEFA Foundation for Children.
«La Partita con mamma e papà offre ai bambini l’opportunità di vivere momenti di normalità con il proprio genitore detenuto, contribuendo a mantenere un legame affettivo durante la reclusione», ha spiegato Floriana Battevi, vicepresidente di Bambinisenzasbarre, durante l’iniziativa nel carcere "Gozzini" di Firenze.
L’evento permette di condividere un’esperienza ludica in un contesto straordinario: ciò che per molti bambini è un momento comune, per altri diventa un’occasione unica e memorabile. Sono circa 20mila, tra genitori detenuti e figli, le persone coinvolte in tutta Italia.
«È uno degli strumenti più efficaci per perseguire la nostra missione: tutelare il diritto dei bambini a mantenere il rapporto con il genitore detenuto», si legge sulla pagina ufficiale dell’associazione.
«Papà, non mi divertivo così da tanto. È stato bellissimo», ha detto una bambina stringendo la mano del padre nel carcere di Poggioreale (Napoli), secondo quanto riportato dal canale Facebook di Bambinisenzasbarre.
Le modalità dell’evento variano a seconda degli istituti: a San Vittore (Milano) si è svolto un mini-torneo di calciobalilla, con squadre formate da genitori e figli; a Bollate (Milano) la partita ha visto la partecipazione di due ex calciatori, Gabriel Paletta e Lucas Biglia, che a fine match hanno regalato foto e autografi ai piccoli presenti.
«È bellissimo. È una grande emozione. Perché avere un'affettività familiare stando in carcere è la cosa più complicata per noi detenuti», ha detto un padre nel carcere di Poggioreale. Dopo la partita, tra un gelato e il pranzo condiviso, genitori e figli si sono salutati dandosi appuntamento al prossimo colloquio. Un bambino ha chiesto al papà: «Possiamo giocare anche la prossima volta che torno?».