Roma, vernice rossa sui manifesti razzisti della Lega
Nei giorni scorsi nel quartiere San Lorenzo di Roma sono apparsi alcuni manifesti della Lega, affissi per celebrare i presunti risultati ottenuti con l’applicazione del nuovo Decreto Sicurezza del governo Meloni. «Occupi una casa? Ti buttiamo fuori in 24 ore. Grazie alla Lega», si legge sui cartelloni. Il messaggio è accompagnato da un’immagine generata presumibilmente con intelligenza artificiale, in cui compaiono una donna rom, un uomo nero e un giovane con i dreadlock mentre vengono allontanati da un’abitazione, affiancati da agenti in divisa.
Uno spot che alimenta evidentemente stereotipi razzisti e che ha subito generato la reazione di una parte della città. «Un tema serio come quello dell’emergenza abitativa viene ridotto a propaganda e trattato con immagini costruite su stereotipi razzisti», si legge in una nota diffusa dal collettivo Nonna Roma. «Questo tipo di messaggi alimenta la divisione sociale e colpisce le fasce più deboli, senza offrire alcuna soluzione concreta».
Nel quartiere San Lorenzo, dove alcuni dei manifesti sono stati affissi, la reazione della cittadinanza è stata immediata. Diversi attivisti, studenti e residenti hanno coperto con della vernice rossa i cartelloni, giudicati «offensivi e divisivi». Secondo i dati più recenti diffusi da Roma Capitale, oltre 114.000 nuclei familiari vivono in condizioni di fragilità abitativa, mentre più di 2.000 persone risultano senza fissa dimora. A questi si aggiungono migliaia di cittadini che abitano in stabili occupati o in alloggi di fortuna, spesso in assenza di alternative.
«L’emergenza casa a Roma è reale e richiede risposte strutturali, non slogan elettorali - prosegue la nota dell’associazione Nonna Roma -. Le persone coinvolte sono spesso lavoratori poveri o disoccupati, che vivono in periferie prive di servizi. Il rischio è che si costruisca la figura del 'nemico' invece di intervenire con politiche di welfare».
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Uno spot che alimenta evidentemente stereotipi razzisti e che ha subito generato la reazione di una parte della città. «Un tema serio come quello dell’emergenza abitativa viene ridotto a propaganda e trattato con immagini costruite su stereotipi razzisti», si legge in una nota diffusa dal collettivo Nonna Roma. «Questo tipo di messaggi alimenta la divisione sociale e colpisce le fasce più deboli, senza offrire alcuna soluzione concreta».
Nel quartiere San Lorenzo, dove alcuni dei manifesti sono stati affissi, la reazione della cittadinanza è stata immediata. Diversi attivisti, studenti e residenti hanno coperto con della vernice rossa i cartelloni, giudicati «offensivi e divisivi». Secondo i dati più recenti diffusi da Roma Capitale, oltre 114.000 nuclei familiari vivono in condizioni di fragilità abitativa, mentre più di 2.000 persone risultano senza fissa dimora. A questi si aggiungono migliaia di cittadini che abitano in stabili occupati o in alloggi di fortuna, spesso in assenza di alternative.
«L’emergenza casa a Roma è reale e richiede risposte strutturali, non slogan elettorali - prosegue la nota dell’associazione Nonna Roma -. Le persone coinvolte sono spesso lavoratori poveri o disoccupati, che vivono in periferie prive di servizi. Il rischio è che si costruisca la figura del 'nemico' invece di intervenire con politiche di welfare».