Piazza semivuota per Salvini, pienone al corteo contro il razzismo
Salvini è riuscito a mettere d’accordo tutti. Dai centri sociali fino a Forza Italia, lo scorso sabato ci sono state diverse manifestazioni di solidarietà per i migranti e le seconde generazioni in opposizione all’evento in piazza Duomo organizzato dalla Lega sulla “remigrazione”. Prendeva le mosse dal ritrovo dell’ultradestra europea avvenuto l’anno scorso in provincia di Varese per discutere della teoria che vuole l’espulsione forzata di tutti gli stranieri ritenuti “non assimilabili”.
Alla fine Salvini ha deciso di abbassare i toni, evitando la parola “remigrazione”, ma chiamando comunque a raccolta il gruppo dei Patrioti per l’Europa che siede a Bruxelles. I temi sono sempre gli stessi: basta immigrazione, riprendiamoci l’Italia, attacchi vari contro l’Europa e la transizione ecologica. Sui social in molti fanno notare che Salvini è al Governo e scende piazza contro sé stesso, criticando di fatto l’inefficacia delle politiche che la stessa destra di Governo mette in atto.
Sarà anche per questa mancanza di logica che la piazza che ha accolto Salvini & Co. era semivuota. Circa duemila persone in corteo, e circa il doppio in piazza Duomo, con turisti e milanesi che passeggiavano poco incuriositi dall’evento in corso. Numeri diversi per le mobilitazioni organizzate contro l’iniziativa della Lega. Quattro concentramenti principali che sono poi confluiti in un unico corteo da 30mila persone, secondo gli organizzatori. Il corteo partito da piazza Lima aperto dallo striscione "Milano è migrante" è stato il più partecipato, ha riunito partiti e associazioni, con bandiere di Alleanza Verdi Sinistra, Rifondazione e rete no Cp. Insieme a loro, esponenti del PD, della CGIL e dell’ANPI senza bandiere o striscioni ufficiali.
Forza Italia, che da tempo si è smarcata dal Governo sul tema dell’integrazione, nelle stesse ore portava avanti all’Arco della Pace un evento sulle seconde generazioni. Nei giorni scorsi la consigliera comunale di FI Deborah Giovanati aveva definito l’evento della Lega «un attacco a Milano». La milano antifascista ha insomma agilmente respinto la provocazione di Salvini, che oggi pare sempre più isolato. Anche all’interno della sua stessa maggioranza.