Con un post diffuso oggi sui propri canali social, la Lega ha annunciato la presentazione del nuovo disegno di legge “anti maranza”. L’immagine scelta per accompagnare il messaggio richiama la serie Stranger Things, la cui ultima stagione è stata pubblicata stanotte su Netflix: Milano è rappresentata come il “sottosopra” del telefilm, mentre i cosiddetti maranza nella propaganda leghista assumono le sembianze di Vecna e delle altre creature mostruose che terrorizzano la cittadina immaginaria di Hawkins.

Il provvedimento punta a irrigidire l’accesso e il mantenimento della cittadinanza italiana, intervenendo sulla legge del 1992 e sul Testo unico dell’immigrazione del 1998. Il testo è stato illustrato dal deputato Jacopo Morrone, primo firmatario, e dalla vicesegretaria e europarlamentare del Carroccio Silvia Sardone. Secondo Morrone, «l'obiettivo è rivedere in senso restrittivo i requisiti per chiedere la cittadinanza sia per i minori che per gli adulti e, contestualmente, rendere più rigorose le modalità e le cause della sua revoca».

Tra le misure previste, l’innalzamento del periodo di residenza legale richiesto agli adulti, che passerebbe da due a quattro anni. «Noi vogliamo che chi diventa cittadino se lo meriti», ha osservato Morrone. Per i giovani nati e cresciuti in Italia, il ddl introduce un test di integrazione volto a verificare la conoscenza della lingua e dei principali elementi dell’ordinamento giuridico. La proposta include inoltre paletti più rigidi sul piano penale: condanne per delitti non colposi, procedimenti in corso o perdoni giudiziali negli ultimi tre anni precluderebbero la possibilità di ottenere la cittadinanza.

Il disegno di legge interviene anche sui criteri di revoca. La perdita dello status sarebbe automatica in caso di condanna definitiva superiore a cinque anni, o oltre i tre anni per reati legati alla violenza di genere. La previsione, ha sottolineato Morrone, avrebbe «un effetto deterrente anche sull'intenzione di commettere reati», garantendo la cittadinanza solo a chi «ha fornito garanzie di una vera integrazione».

Una parte del pacchetto riguarda inoltre i ricongiungimenti familiari. Secondo la Lega, le attuali procedure rischierebbero di «vanificare le nuove disposizioni in tema di cittadinanza», trasformandosi in «uno strumento surrettizio per accedere allo stato sociale senza alcuna volontà di integrazione». La proposta triplica le soglie di reddito necessarie - oggi circa 10mila euro per un familiare e 14mila per due - limitando la possibilità di ricongiungimento ai contribuenti con redditi superiori alla media nazionale, e rafforzando gli obblighi assicurativi.

Durante la presentazione non sono mancati riferimenti alla proposta di Ius scholae formulata mesi fa da Forza Italia. Sardone ha dichiarato: «A me non sembra che Tajani avesse sondato gli alleati quando ha proposto lo Ius Scholae, non credo che avesse sondato nemmeno gli italiani». E ha aggiunto: «L'Italia è il primo paese come rilascio di cittadinanze, nonostante qualche alleato di governo abbia proposto di rendere più facile ottenerla».