Cosa resta ai veneziani del matrimonio di Bezos?

Quello di Bezos e Sanchez non è né il primo né l’ultimo dei matrimoni sfarzosi che avranno come sfondo Venezia.
A trarre qualche vantaggio ci saranno sicuramente gli alberghi di lusso - spesso però gestiti da società e non da persone fisiche - catering di alto livello e taxi.

Per tutti gli altri solo disagi e la sensazione di vedere la propria città trasformata ancora una volta in un «parco giochi per ricchi», mentre la crisi abitativa peggiora e quella climatica mette a rischio l’intera laguna.

Gli attivisti protestano anche per la facilità con cui Bezos ha ottenuto molti spazi della città. Tommaso Cacciari, nipote del già sindaco Massimo e portavoce del comitato del Morion e del Comitato No Grandi Navi di Venezia, ha spiegato che le contestazioni non sono contro il matrimonio in sé, ma contro «l’arroganza con cui questo tecno feudatario tratta la nostra città». L’obiettivo del comitato è quindi quello di «difendere la dignità di Venezia che non può fare da sfondo a una persona che sfrutta i lavoratori, appoggia Trump e occupa di fatto la città».

Al quotidiano la Stampa Marco Balich, veneziano e organizzatore di eventi, ha detto che pensa che «Venezia non vada banalizzata». «Chi vuole fare qualcosa a Venezia deve misurarsi con la sua grandezza e la sua fragilità. Bisogna comprendere questo miracolo sull’acqua e portare il proprio contributo, come fanno tante persone e associazioni che fanno un bellissimo lavoro di salvaguardia, palazzo dopo palazzo, remiera dopo remiera, mantenendo Venezia il posto speciale che è».
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