Su “Mia moglie” erano oltre 30 mila, su “Phica.net” invece erano attivi da decenni: tutti uomini, padri, amici, fratelli e figli che postavano foto di amiche, fidanzate, mogli, persone sconosciute - senza consenso - per poi commentarle. Una sorta di catalogo, con foto zoomate delle parti intime, altre prese dalla vita di tutti i giorni, tanto ogni dettaglio dei nostri corpi può essere sessualizzato. Su questi gruppi sono molti gli insospettabili, ma non deve stupire: siamo andati sulla Luna, abbiamo sconfitto malattie ma ancora il corpo delle donne non è delle donne, è dell’uomo e dello sguardo che decide di buttarci sopra all’occorrenza.

L’ondata di indignazione è riuscita a far chiudere alcuni di questi gruppi. Ma morto un forum sessista se ne fa un altro: su internet tutto è per sempre, pure quella foto che credi sia stata rimossa per sempre e che magari finirà in un altro gruppo sessista. L’educazione sessuoaffettiva è una strada, ma agisce sul futuro, non sul presente. Cosa fare allora? La cantante francese Rebecca Baby ha aperto la strada: mi tocchi il seno durante il mio concerto? Sessualizzi una parte di me senza il mio consenso? Bene, canto a petto nudo perché il corpo è mio e decido io cosa può essere sessualizzato o meno. «Questo corpo non è un oggetto sessuale ed è solo mio”. Il mio seno non ha un valore diverso dalla mia faccia, dalle mie braccia, dal mio viso: sono un corpo unico. Un uomo deve guardarmi nella mia interezza senza avere il diritto di sessualizzarmi».

Su Instagram, il collettivo @fem.in_cosentineinlotta sostiene che manchi nel dibattito una «riflessione essenziale che tolga potere alla vendetta e alla vergogna». Si parla troppo e in maniera scorretta di “revenge porn”, tanto che alla fine siamo vittime due volte: del sessismo che ci vede come oggetti e del buonismo che ci vede come vittime perennemente in pericolo e bisognose di protezione. Serve quindi per Fem.in, «Una riflessione intorno al diritto al piacere dellə donnə che ci emancipi tuttə dal giogo culturale per il quale se unə donnə fa sesso e le piace commette un illecito morale e culturale». «Ciò che ci indigna non è essere viste come persone che esercitano il proprio diritto al godimento, ma l’idea che il nostro piacere sia strumentalizzato per vittimizzarci», scrivono. Sui forum i nostri corpi vengono screditati. Ma se li rivendichiamo, insieme al nostro desiderio di piacere e sesso forse toglieremo potere ala condivisione non consensuale di materiale intimo. «Ne viene meno la sua funzione principale ovvero la soddisfazione dell’eccitazione che alcuni uomini traggono non dal sesso ma dall’avere il potere di distruggere le nostre vite, famiglie e carriere controllando l’esposizione dei nostri corpi e dell’uso che ne facciamo”»,  scrive Fem.in.

Se ci piace scopare, perché ci dobbiamo sentire vulnerabili? È da questa domanda che dobbiamo partire, perché i ban durano il tempo di una farfalla.