Perché alcuni incel stanno attaccando la moglie di Charlie Kirk?
di Melissa AgliettiNei suoi primi post sui social media, Erika Lane Kirk, moglie di Charlie Kirk – l’attivista conservatore statunitense molto vicino a Donald Trump – ha pubblicato anche un video in cui accarezza e bacia il corpo del marito, ucciso mercoledì mattina in uno dei suoi dibattiti pubblici in università. «Non hanno idea di ciò che hanno appena acceso dentro questa moglie. Se pensavano che la missione di mio marito fosse grande adesso… non avete idea», dirà più tardi di fronte alle telecamere.
Le foto della di Erika Kirk piegata sulla bara del marito sono state definite da alcuni utenti come «strazianti», da altri come «grottesche». «Sta lucrando sulla morte del marito», si legge su alcuni commenti su X. Una posizione che sembra essere condivisa anche da alcuni nella comunità incel – abbreviazione di "involontario" e "celibe" – che in un post che abbiamo intercettato su un canale Telegram hanno posto l’accento sulle «grottesche unghie rifatte» e i «gioielli osceni» in primo piano nel video in cui accarezza il «cadavere scolorito del marito». «Questa se la ride, durante il lutto ha raccolto più di 5 milioni di dollari grazie ai dementi Maga».
Eppure c’è più di un punto in contatto tra ciò in cui credono gli incel e quello in cui crede Erika Kirk. In una puntata del podcast tenuto dal marito Charlie, Erika sostiene la sua posizione secondo cui gli uomini possono avere accesso a un maggior numero di donne solo «se fanno soldi». Un’affermazione che ricorda da molto vicino la regola aurea della manosfera – quel movimento misogino nato soprattutto online a cui la comunità incel in parte si sovrappone – è quella dell’80/20, vale a dire che l'80% delle donne è attratta solo dal 20% degli uomini, quelli più belli, più ricchi, più potenti.
Gli incel, a causa secondo loro delle elevate pretese delle donne, che per la scelta di un partner si baserebbero sulla legge “LMS”, letteralmente “look, money, status” – aspetto, denaro e status – sarebbero quindi condannati a non poter fare sesso, un «diritto umano fondamentale», a loro detta. Erika Kirk, ex miss Arizona e fondatrice di una linea di abbigliamento ispirata alla fede cristiana, pur non rispecchiando i codici delle trad wife – la comunità di “mogli tradizionali” che abbracciano l'antifemminismo e sostengono i valori familiari tradizionali, con ruoli di genere ben definiti e separati – ha sottolineato che tra le sue priorità nella vita c'era quella di essere moglie e madre.
La vedova di Kirk, che segue sui social "ballerinafarm", una tra le trad wife più famose e discusse, sostiene la castità e anche che la donna debba essere sottomessa al marito e che solo lui debba occuparsi della vita economica della famiglia – malgrado poi si definisca anche «imprenditrice». Le donne devono pensare solo «ad apparire belle per gli uomini», dice in una puntata del podcast del marito. Una posizione perfettamente sovrapponibile a quella di una trad wife, che per la ricercatrice esperta in alt right e comunità online Eviane Leidig non sono altro che l’equivalente femminile della manosfera. Antifemministe, belle e sottomesse: «la donna ideale per un incel», spiega Ambra Usellini, che sul Forum dei Brutti, una delle tante comunità online di incel, ha passato per VD due settimane. «Si tratta di un mondo pieno di paradossi e contraddizioni anche su come dovrebbe essere una donna», dice.
Ma sui paradossi è fondata l’intera manosfera, sia dalla sponda maschile che femminile. La YouTuber di estrema destra e trad wife Brittany Sellner, interrogata a proposito della cultura incel, risponde che l'attenzione non dovrebbe essere focalizzata sugli atti di violenza, ma sull'incapacità della società di affrontare i bisogni degli uomini e sulla loro «disperazione, depressione e sconforto per essere stati espulsi dalla società».
Il legame tra incel, trad wife e la vedova di Kirk non è sempre lineare e si inceppa spesso a causa di misoginia e visione della donna come oggetto. Visione che impedisce di tollerare anche quelle donne che sembrerebbero pensarla come loro. D’altronde, però, come ricorda Ambra Usellini, anche sulla stessa morte di Kirk parte della comunità incel si è divisa. «Per alcuni era un Chad (un uomo forte e bello che attrae le donne, ndr) sposato con una Stacy (una donna bella ma “insulsa”, ndr), un’ex miss», spiega. «Sul forum dei brutti c’è chi addirittura parla di un attentatore incel».
Tuttavia, incel, trad wife e in una certa misura anche Erika Kirk, sono vittime della nostalgia di un passato in cui tutto era in ordine, tutti sapevano quale era il loro ruolo, – di genere soprattutto – in cui non esistevano diseguaglianze che avvantaggiavano alcuni a scapito di altri. Unghie «grottesche» o meno, mascolinità e femminilità “biologiche” sono diventate allettanti. In alcuni casi fanno monetizzare, in altri fanno sì che ci si perda in lunghe conversazioni in cui è vero tutto il contrario di tutto, perfino il paradossale.