L’esercito israeliano ha rinnovato il divieto di ingresso in mare per i palestinesi che vivono a Gaza, distruggendo anche l’ultima oasi di sollievo per la popolazione stremata dall’assedio e decimata dal genocidio.  «Sono state imposte severe restrizioni di sicurezza nell'area marittima adiacente a Gaza e l'ingresso in mare è vietato», ha scritto su X il portavoce in lingua araba dell'Idf, Avichay Adraee. "Questo è un richiamo ai pescatori, ai nuotatori e ai subacquei: astenersi dall'entrare in mare. Entrare in spiaggia e in acque lungo tutta la Striscia di Gaza mette in pericolo la vostra vita", ha avvertito. 

Il divieto era stato in realtà già introdotto all’inizio dell’invasione israeliana, ma ora sarà applicato in maniera drastica. «Siamo accampati in riva al mare. Dove altro potremmo andare? La prossima volta ci proibiranno l’aria?», dice Rajaa Qudeih, 31 anni e madre di due figli, ad Haaretz. Il quotidiano israeliano, in un articolo firmato da Nagham Zbeedat, spiega che non sono emersi «dettagli sulla durata del divieto o sulle specifiche preoccupazioni di sicurezza che lo giustificano, né sul perché le IDF lo stiano ribadendo».  Per molti abitanti di Gaza - si legge ancora nell’articolo - il mare  «rappresentava una delle ultime oasi di sollievo dalla guerra, che si trattasse di rinfrescarsi, fare il bagno o pescare. Con le temperature sempre elevate e la rete di acqua potabile per lo più non operativa, la chiusura del litorale di Gaza ha suscitato profonda frustrazione e disperazione. In assenza di sistemi igienico-sanitari funzionanti, diverse famiglie erano costrette a usare il mare per fare il bagno e lavarsi. Altre vi facevano affidamento per integrare le scarse scorte alimentari. Ora anche questa opzione è scomparsa». 

Il divieto introdotto dall’esercito israeliano complica la già difficilissima situazione per i palestinesi, alle prese con una crisi umanitaria senza precedenti. Nelle ultime settimane diversi bombardamenti hanno ucciso decine di persone che si trovavano in fila per ricevere aiuti umanitari. Molte delle vittime erano minori.