Almeno 10 palestinesi sono stati uccisi dai bombardamenti israeliani su un punto di raccolta dell’acqua nel campo di Nuseirat, nel cuore della Striscia di Gaza. Sei delle vittime erano bambini che si trovavano in fila per provare a riempire qualche tanica d’acqua. Diciassette persone sono invece rimaste ferite. «Anche se l’acqua non è potabile, perché nella maggior parte dei casi è contaminata, la sete spinge le persone verso queste aree», spiega il reporter di Al Jazeera Hani Mahmoud. «Non è la prima volta che accade. È successo circa 10 volte solo negli ultimi mesi: le persone sono state direttamente e deliberatamente prese di mira mentre cercavano di prendere dell’acqua».

Secondo l’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (OHCHR), sono almeno 798 palestinesi uccisi nelle ultime sei settimane mentre tentavano di accedere agli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza. La distribuzione di cibo e altri beni di prima necessità nella Striscia è coordinata dalla Gaza Humanitarian Foundation (GHF), la controversa ong americana fondata solo a febbraio 2025 e a cui Israele ha concesso il monopolio della gestione degli aiuti umanitari nella Striscia. «Abbiamo espresso serie preoccupazioni riguardo a possibili crimini atroci, e al rischio che se ne compiano altri, mentre persone disperate si mettono in fila per ricevere cibo e beni essenziali», ha dichiarato la portavoce dell’OHCHR, Ravina Shamdasani, in una conferenza stampa a Ginevra. A Gaza l’assistenza umanitaria è divenuta l’ennesimo campo di battaglia: fame, sete e assenza di cure colpiscono ogni giorno una popolazione composta da bambini, donne e uomini inermi, che continuano a morire. 

Appena due giorni fa, un razzo lanciato dalle forze armate israeliane aveva colpito Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza, causando la morte di almeno 15 civili. Tra le vittime, secondo fonti locali, dieci bambini di età compresa tra i 2 e i 14 anni. I piccoli si trovavano con le madri davanti alla clinica pediatrica del “Project Hope”, in attesa dell’apertura per ricevere latte in polvere e beni di prima necessità.