La California fa causa a Trump per i dazi
Il governatore democratico californiano Gavin Newsom ha fatto causa all’amministrazione Trump per i provvedimenti con cui ha introdotto – e in parte sospeso per novanta giorni – i dazi sulle importazioni, che danneggerebbero notevolmente l’economia californiana. Si tratta della prima causa di questo tipo contro l’amministrazione Trump.
Per Newsom, Donald Trump non ha l’autorità di introdurre i dazi senza l’approvazione del Congresso. Trump ha fatto infatti ricorso all’International emergency economic power act, una legge che conferisce al presidente poteri molto ampi per affrontare minacce alla sicurezza nazionale, alla politica estera o all’economia, per imporre dazi su Messico, Canada e Cina, annunciando poi una tariffa doganale del dieci per cento su tutte le importazioni. «Donald Trump - ha scritto il governatore su X - non ha l’autorità di imporre unilateralmente il più grande aumento delle tasse della nostra epoca con i suoi dazi distruttivi. Lo porteremo in tribunale».
Se fosse uno stato indipendente la California sarebbe la quinta economia mondiale, sia grazie alle grandi aziende tecnologiche della Silicon Valley, sia per il suo mercato agricolo, ed è tra i principali importatori ed esportatori degli Usa. I partner principali sono Messico, Canada e Cina, tra i Paesi più colpiti dalle misure di Trump. Lo Stato rappresenta circa il quattordici per cento del prodotto interno lordo nazionale e ha una popolazione di quaranta milioni di abitanti. «I californiani si stanno preparando alle conseguenze delle scelte del presidente», ha detto Rob Bonta, procuratore generale della California. «Dagli agricoltori della Central Valley alle piccole imprese di Sacramento, fino alle famiglie comuni preoccupate per il cibo da portare a tavola: il gioco a cui sta giocando il presidente ha conseguenze molto concrete per i californiani».