La lotta per la Palestina è riuscita a unire tutta l’Italia
Sembra impossibile tenere il conto delle manifestazioni che negli ultimi giorni stanno attraversando il Paese, dai grandi centri urbani fino alle città di provincia, dal Nord al Sud della penisola. In poco più di una settimana sono stati proclamati due scioperi generali di seguito, un evento raro, che dimostra l’altissima attenzione su Gaza da parte del pubblico italiano.
Dopo la mobilitazione del 22 settembre, partecipatissima in tutta Italia, le persone hanno continuato a seguire gli aggiornamenti sul viaggio della Flotilla, anche organizzando veglie notturne nei centri città per dare il proprio sostegno agli attivisti che si avvicinavano alle acque di Gaza. Poi, quando i militari israeliani hanno raggiunto le prime imbarcazioni nella sera del 1 ottobre, le strade si sono riempite di persone che hanno protestato contro il Governo Meloni.
Le manifestazioni sono proseguite il 2 e il 3 ottobre, giorno del secondo sciopero generale annunciato come un monito: «se fermano la Flotilla, blocchiamo tutto». Nonostante la Commissione di garanzia lo abbia dichiarato illegittimo per mancanza di preavviso, il Governo non ha precettato lo sciopero che quindi rimane valido. Eventuali sanzioni riguarderanno perciò i sindacati ma non i lavoratori coinvolti, che questa mattina sono scesi in piazza in decine di città. Tra gli altri ha detto che sosterrà lo sciopero anche il sindacato della polizia della CGIL (Silp). I lavoratori della Polizia di Stato non godono del diritto di sciopero, ma chi non è in servizio potrà partecipare liberamente alle iniziative.
La mobilitazione per la Flotilla ha avuto in Italia una eco eccezionalmente alta fin dall’inizio. Già a fine agosto la raccolta umanitaria al porto di Genova aveva riscontrato un grande successo, con centinaia di tonnellate di cibo raccolte in pochi giorni e una fiaccolata molto partecipata che aveva attraversato la città. Su circa 500 partecipanti alla missione gli italiani sono stati il numero più alto insieme a spagnoli e turchi, quasi 50. Tra loro molti politici e attivisti, mentre artisti e persone del mondo dello spettacolo hanno supportato l’iniziativa promuovendola sui social. Tutto ciò ha determinato una grande vicinanza della popolazione italiana alla causa palestinese e alle vicende della Flottilia. Vicinanza che si è tramutata in proteste concrete che riguardano persone di ogni età, con lavori e condizioni sociali diversi tra loro.
Oltre al pubblico più abituato a frequentare i cortei, in piazza si sono viste tante persone comuni, che per la prima volta hanno scelto di scioperare e partecipare a una mobilitazione che ritengono necessaria. L’indignazione verso il genocidio è infatti un sentimento che riguarda la larghissima parte della popolazione italiana. Un recente sondaggio di IZI per il programma L’Aria che Tira di La7 mostra che ben il 72% è favorevole all’iniziativa della Global Sumud Flotilla. Non solo, quasi il 90% degli italiani è favorevole al riconoscimento dello Stato di Palestina, percentuale che resta altissima anche tra gli elettori del centrodestra (73,7%). In un Paese estremamente diviso sul piano politico, sociale e demografico, la causa palestinese sta unendo la popolazione come non accadeva da decenni.