«Israele non ci spaventa: torniamo in mare per rompere l’assedio a Gaza»
A poco più di un mese dal sequestro della Madleen - l’imbarcazione con a bordo l’attivista Greta Thunberg e l’europarlamentare Rima Hassan, bloccata in acque internazionali da un’operazione della marina israeliana mentre tentava di consegnare aiuti alla popolazione palestinese - la Freedom Flotilla Coalition torna in mare. È salpata da Siracusa la Handala, un veliero con a bordo 18 persone tra attivisti e personale tecnico, insieme a un carico simbolico di aiuti umanitari destinati alla Striscia di Gaza. Tra i volontari a bordo figura anche un cittadino italiano.
«La possibilità di essere bloccati non ci spaventa - ha dichiarato a Repubblica Michele Borgia, portavoce italiano della Freedom Flotilla - La situazione a Gaza è sempre più drammatica. Siamo tornati in mare per denunciare l’assedio e rompere il silenzio internazionale». Gli organizzatori hanno già annunciato la preparazione di una seconda imbarcazione.
La Handala - il cui nome richiama il celebre personaggio creato dal fumettista palestinese Naji al-Ali - è alla sua prima missione nel Mediterraneo, dopo essere stata impiegata in passato per iniziative di sensibilizzazione nei porti del Nord Europa.
Dopo la partenza da Siracusa, la nave ha attraccato nella notte del 15 luglio a Gallipoli, accolta al porto da attivisti, rappresentanti della coalizione e cittadini solidali. La sosta durerà fino al 18 luglio. Durante questi giorni, la rete “Salento per la Palestina” ha organizzato una serie di eventi pubblici, cui parteciperanno anche rappresentanti istituzionali e diplomatici, tra cui gli ambasciatori di Cuba e Venezuela.
La Puglia è stata la prima regione italiana a sospendere formalmente i rapporti di cooperazione con Israele, iniziativa seguita anche dall’Emilia-Romagna. «Davanti all’inerzia del governo centrale, ci auguriamo che altre Regioni seguano questo esempio», ha aggiunto Borgia.
Intanto, sul fronte legale, prosegue la vicenda legata alla Madleen. In Spagna, l’attivista Sergio Toribio - tra coloro che si trovavano a bordo al momento del fermo - ha presentato una denuncia per sequestro di persona, detenzione arbitraria e trattamenti degradanti. Il ricorso, sostenuto dall’europarlamentare e avvocato Jaume Asens, contesta l’operazione compiuta a giugno dalla marina israeliana, che si è conclusa con l’espulsione e il rimpatrio dell’equipaggio, intercettato a circa cento miglia dal porto di Ashdod.