Dalle 7 di oggi fino alle 23 sarà possibile votare per i referendum abrogativi su lavoro e cittadinanza. I seggi resteranno aperti anche domani, ma solo fino alle 15. Si tratta di un’occasione importante per cambiare le cose: i primi quattro quesiti, promossi dalla CGIL, mirano a contrastare la precarietà e a rafforzare le tutele per lavoratori e lavoratrici.

"Vota 5 sì": la scritta gigante in Piazza del Popolo a Roma

In particolare, il primo quesito punta ad abolire il contratto a tutele crescenti introdotto dal Jobs Act, che limita la possibilità di reintegro per chi viene licenziato ingiustamente. Il secondo propone di eliminare il limite massimo all’indennizzo in caso di licenziamento senza giusta causa nelle piccole imprese, mentre il terzo mira a cancellare la norma che consente alle aziende di assumere a tempo determinato senza una giustificazione nei primi dodici mesi. Il quarto quesito, infine, riguarda la sicurezza sul lavoro e intende abrogare la norma che limita la responsabilità dell’impresa committente in caso di infortuni subiti dai lavoratori in subappalto.

Il quinto quesito riguarda invece la cittadinanza e propone di ridurre da dieci a cinque anni il periodo di residenza legale in Italia richiesto agli stranieri extracomunitari maggiorenni per poter richiedere la cittadinanza italiana. In Italia vivono circa 2,5 milioni di cittadini extracomunitari di lunga data e questa riduzione potrebbe accelerare il riconoscimento della cittadinanza anche per i loro figli, che la acquisirebbero automaticamente. Qui trovi un approfondimento sui cinque quesiti.

Che cosa significa non avere la cittadinanza?

Perché la consultazione sia valida, è necessario raggiungere il quorum, ovvero la partecipazione del 50% più uno degli aventi diritto al voto. Un risultato tutt’altro che scontato, considerato soprattutto l’atteggiamento di larga parte della politica e dei media, con la maggioranza di governo impegnata in una campagna per l’astensione e un’informazione molto limitata nei media tradizionali. Secondo i dati ufficiali Agcom, tra il 9 aprile e il 10 maggio le principali reti televisive hanno dedicato ai referendum meno dell’1% del tempo d’informazione: la Rai meloniana lo 0,62%, Mediaset 0,45%, La7 0,75% e Sky Italia 0,82%.

Oggi vai al mare, ma prima passa dal tuo seggio elettorale.