«Leonardo: complice di un genocidio», attivisti di Extincition Rebellion bloccano l'ingresso della sede di Roma
Un centinaio di persone ha bloccato ieri l’ingresso della sede produttiva di Leonardo, a Roma. C’è chi si è incatenato ai cancelli, chi è salito sulle colonne, chi si è steso per terra, coperto di vernice rosso sangue. «Leonardo: complice di un genocidio», recita lo striscione srotolato in alto. Un altro, più in basso, dice: «Sabotare la guerra non è reato».
È il quinto giorno della Primavera Rumorosa, la settimana di azioni lanciata da Extinction Rebellion, che stavolta punta il dito contro gli investimenti pubblici nel settore della difesa e il coinvolgimento del governo italiano nel massacro in corso a Gaza. «Leonardo e l’Italia hanno le mani sporche di sangue», dichiara Francesco, uno degli attivisti presenti. «È il sangue della popolazione civile palestinese. Ma anche delle generazioni future, private di ogni possibilità di transizione ecologica».
Nel 2023 l’Italia è stata il terzo esportatore mondiale di armi verso Israele. Leonardo continua a rifornire l’esercito israeliano anche dopo il 7 ottobre, chiudendo l’anno con +3,9% di ricavi. Intanto, nel 2025, le spese militari italiane supereranno per la prima volta i 30 miliardi di euro. Mentre la polizia sgombera il presidio con la “presa del dolore” — una tecnica che prevede la torsione di dita e polsi per costringere le persone a muoversi — Extinction Rebellion ricorda: «Difendere la guerra non è difendere la democrazia. Difendere la Terra, sì».
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È il quinto giorno della Primavera Rumorosa, la settimana di azioni lanciata da Extinction Rebellion, che stavolta punta il dito contro gli investimenti pubblici nel settore della difesa e il coinvolgimento del governo italiano nel massacro in corso a Gaza. «Leonardo e l’Italia hanno le mani sporche di sangue», dichiara Francesco, uno degli attivisti presenti. «È il sangue della popolazione civile palestinese. Ma anche delle generazioni future, private di ogni possibilità di transizione ecologica».
Nel 2023 l’Italia è stata il terzo esportatore mondiale di armi verso Israele. Leonardo continua a rifornire l’esercito israeliano anche dopo il 7 ottobre, chiudendo l’anno con +3,9% di ricavi. Intanto, nel 2025, le spese militari italiane supereranno per la prima volta i 30 miliardi di euro. Mentre la polizia sgombera il presidio con la “presa del dolore” — una tecnica che prevede la torsione di dita e polsi per costringere le persone a muoversi — Extinction Rebellion ricorda: «Difendere la guerra non è difendere la democrazia. Difendere la Terra, sì».