Per il ministro dello Sport italiano il genocidio a Gaza non è abbastanza cruento
Al Meeting di Rimini il ministro dello Sport Andrea Abodi ha dichiarato che gli atleti israeliani potranno competere normalmente alle Olimpiadi invernali di Milano e Cortina, mentre russi e bielorussi resteranno esclusi. Questo perché, secondo il ministro, l’invasione russa dell’Ucraina «è stata un fatto molto più cruento, molto più aggressivo, che ha inciso sulla sovranità di una nazione che doveva essere supportata, sostenuta e difesa».
Per il governo italiano non sono quindi sufficienti le oltre 60mila uccisioni di palestinesi da parte dell’esercito israeliano. Né l’emissione di un mandato d’arresto da parte della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra a carico del primo ministro israeliano Netanyahu e di altri esponenti del suo governo. Né la dichiarazione ufficiale delle Nazioni Unite sullo stato di carestia a Gaza. Né gli atti genocidari denunciati all’interno della Striscia e nei territori occupati. Tutto ciò non sarebbe abbastanza “cruento” da giustificare l’esclusione di Israele dalle competizioni.
Eppure, negli ultimi mesi, la richiesta è arrivata da ampi settori della società civile e sportiva italiana. Proprio qualche settimana fa l’Associazione italiana allenatori di calcio ha inviato una lettera-appello al presidente della Figc, Gabriele Gravina, chiedendo di intraprendere un’azione ufficiale presso Uefa e Fifa per sospendere temporaneamente Israele dalle competizioni internazionali. Tra ottobre e novembre la Nazionale italiana affronterà Israele nelle qualificazioni ai prossimi Mondiali: una sfida già al centro delle polemiche, tra richieste di boicottaggio e manifestazioni di protesta.
Le dichiarazioni di Abodi si inseriscono inoltre nella linea seguita dal Governo, che - nonostante le smentite - continua a mantenere rapporti con Israele, anche attraverso forniture militari e invio di armi, come abbiamo più volte raccontato su VD News. A livello politico interno, le sue parole hanno suscitato immediate reazioni: Mauro Berruto, deputato del Partito Democratico e responsabile sport del partito, le ha definite «incommentabili», aggiungendo di essere «sconcertato» e «incredulo». Berruto nei giorni scorsi aveva già sostenuto una petizione per la sospensione di Israele dalle competizioni sportive internazionali.
Alle critiche interne si è aggiunta, martedì, anche la voce dell’ambasciata russa in Italia, che in un comunicato diffuso anche sui social ha attaccato le parole del ministro, invitando il governo italiano a rispettare «i principi fondamentali del Movimento Olimpico» e a evitare «dichiarazioni che alterano il senso e il significato del compito loro affidato».
Sul piano sportivo resta valida la decisione del Comitato olimpico internazionale, presa nel dicembre 2023: Russia e Bielorussia sono sospese dai Giochi come conseguenza dell’invasione dell’Ucraina, ma alcuni atleti potranno comunque partecipare a titolo individuale, senza bandiera né simboli nazionali, con l’acronimo AIN (Athlète Individuel Neutre). A Milano-Cortina lo schema sarà lo stesso, con esclusione delle squadre: un’assenza pesante, soprattutto per la nazionale russa di hockey, che nelle ultime due edizioni aveva conquistato un oro e un argento.