Prosegue l’impegno delle Regioni guidate dal centrosinistra nel boicottaggio delle relazioni con Israele. Mentre il Governo italiano latita, in pochi giorni Puglia ed Emilia-Romagna hanno rotto i rapporti istituzionali con Tel Aviv: i Presidenti Emiliano e de Pascale sono intervenuti direttamente, chiedendo lo stop alle istituzioni regionali. Ora è la Sardegna a muoversi seguendo il solco già tracciato. Il 5 giugno la Presidente Todde ha comunicato il suo «impegno e della Giunta a dare seguito a questa iniziativa politica, nella consapevolezza che la Sardegna non può voltarsi dall’altra parte».

La Puglia interrompe i rapporti con Israele, è la prima Regione a schierarsi contro il genocidio

Nello specifico, Todde si è detta pronta a sostenere una mozione, depositata in Consiglio Regionale e firmata da quasi trenta consigliere e consiglieri di maggioranza, «che chiede alla Regione Sardegna di condannare le violazioni dei diritti umani nella Striscia di Gaza e di sospendere ogni forma di cooperazione con lo Stato di Israele, fino a quando non verrà ristabilito il rispetto del diritto internazionale e dei diritti fondamentali».

La decisione è stata diffusa dalla Presidente stessa tramite un post su Facebook dai toni netti. «I sardi e la Sardegna non possono restare in silenzio. Di fronte a quanto sta accadendo in Palestina, non è più sufficiente esprimere solidarietà. Serve una presa di posizione netta, politica e istituzionale», ha scritto, accompagnando il testo con una grafica a sostegno del popolo palestinese, bandiera inclusa. Nel post, Todde ricorda l’impegno della Regione contro lo sterminio a Gaza. A partire dalla mozione approvata il 24 ottobre 2024, con cui il Consiglio Regionale ha riconosciuto ufficialmente lo Stato di Palestina, sulla scia di Spagna e Irlanda.

Nel frattempo, anche la Toscana è pronta a mobilitarsi. Il Presidente Giani ha detto che non è contrario all’iniziativa, ma sottolinea che la decisione deve prima passare dal Consiglio Regionale. Parallelamente, Giani sta cercando di portare in Parlamento una proposta di legge che chieda il riconoscimento dello Stato di Palestina. «Ritengo che sia importante che l'Italia riconosca lo Stato di Palestina: partendo dalla Regione Toscana cercherò di creare le condizioni per una proposta di legge che, come dice la nostra Costituzione, se sostenuta e approvata da cinque Regioni si impone nel Parlamento nazionale, e può portare appunto l'Italia al riconoscimento dello Stato di Palestina», ha detto. Conti alla mano, l’obiettivo non è troppo lontano dall’essere raggiunto.