Chi è Leone XIV, il primo papa statunitense della storia
Il cardinale statunitense Robert Francis Prevost, nato a Chicago nel 1955, è stato eletto pontefice con il nome di Leone XIV, diventando il primo papa nordamericano della storia. Agostiniano, con un lungo passato missionario in Perù dove ha vissuto per oltre vent’anni, il nuovo Pontefice succede a Papa Francesco in un momento complesso per la Chiesa cattolica, tra sfide interne e questioni globali urgenti. Prevost è stato creato cardinale da Bergoglio solo nel 2023, e fino a pochi giorni fa ha ricoperto il ruolo di prefetto del Dicastero per i Vescovi, l’organismo vaticano incaricato della nomina dei vescovi a livello globale, una posizione di grande importanza che si aggiunge a una lunga carriera all’interno della Chiesa. Leone XIV si è spesso mostrato in continuità con l’impostazione pastorale del suo predecessore, soprattutto su temi sociali come povertà, migranti e sostenibilità ambientale. Ha criticato l’uso «dispotico» delle risorse naturali e ha sostenuto iniziative della Santa Sede come l’installazione di pannelli solari e la transizione verso veicoli elettrici in Vaticano.
In campo migratorio, ha più volte attaccato l'amministrazione statunitense: nei mesi scorsi ha condiviso su X articoli critici verso le politiche anti-migranti e, in particolare, contro il vicepresidente cattolico J. D. Vance. Nel suo primo discorso, ha inoltre parlato di «pace disarmata e disarmante». Un atteggiamento che contrasta con le dichiarazioni concilianti del presidente Donald Trump, che si è detto impaziente di incontrarlo. La scelta del nome Leone XIV richiama Leone XIII, ricordato come il «papa dei lavoratori» per la storica enciclica Rerum Novarum del 1891. Un riferimento che sembra sottolineare la volontà del nuovo papa di continuare l’impegno della Chiesa sulle questioni sociali.
Non mancano però le ombre. Prevost è stato criticato per la gestione di due casi di abusi sessuali nel corso della sua carriera ecclesiastica. Il primo risale al 2000, quando, da priore provinciale dell’Ordine di Sant’Agostino a Chicago, avrebbe autorizzato un sacerdote già accusato di abusi, James Ray, a vivere in un convento vicino a una scuola cattolica, senza informare l’istituto. Il prete era stato precedentemente allontanato da un'altra residenza per motivi simili. Il cardinale Blase Cupich definì quella sistemazione “non appropriata”. Il secondo caso è più recente. Nel 2022, tre sorelle hanno accusato Prevost, allora vescovo di Chiclayo in Perù, di non aver gestito in modo adeguato le loro denunce di abusi subiti da due sacerdoti quando erano bambine. Secondo la diocesi, Prevost aveva incontrato le donne, avviato un’indagine ecclesiastica e inviato la documentazione al Dicastero per la Dottrina della Fede. Tuttavia, le donnei sostengono di non essere mai state ascoltate e che la diocesi avrebbe dichiarato il falso affermando che l’indagine civile fosse stata archiviata per mancanza di prove, quando in realtà fu chiusa solo per prescrizione. Il Vaticano ha difeso Prevost in entrambi i casi, ma le vittime parlano di insabbiamenti e dell’assenza di qualsiasi sostegno psicologico o materiale da parte della Chiesa.
Anche su temi sensibili come i diritti civili e il ruolo delle donne nella Chiesa, Leone XIV si muove in equilibrio tra tradizione e apertura. In passato, nel 2012, aveva criticato «stili di vita omosessuali e modelli di famiglia alternativi» come contrari al Vangelo. Tuttavia, più recentemente ha sostenuto Fiducia supplicans, la dichiarazione del Dicastero per la Dottrina della Fede (approvata da Papa Francesco) che apre alle benedizioni per le coppie omosessuali. Inoltre, ha espresso apertura alla comunione per i divorziati risposati. Sul ruolo delle donne, resta su posizioni più tradizionaliste. Durante il Sinodo del 2023 ha affermato che «estendere il sacerdozio alle donne non risolve necessariamente un problema, ma potrebbe crearne uno nuovo». Ha però riconosciuto che le donne offrono già oggi «un grande contributo su diversi livelli alla vita della Chiesa».