Tra i vari nomi di Cardinali in lizza per prendere il posto di Papa Francesco nella veste di nuovo Pontefice la comunità queer guarda con interesse al Cardinale filippino Luis Antonio Tagle. 67 anni, molto vicino a Francesco, Tagle viene considerato come un possibile successore progressista, in linea con le aperture verso i cattolici LGBTQ+ (comunque tenue e contraddittorie) espresse negli ultimi anni dal Pontefice argentino. La giornalista Samantha Riedel ha raccontato in un articolo su Them le ragioni di questo interesse. Come Francesco, anche il Cardinale filippino viene apprezzato per la sua semplicità e umiltà, l’approccio empatico e inclusivo. Lo contraddistingue anche l’impegno per il dialogo in ambito pastorale, a partire dalle minoranze come – appunto – la comunità LGBTQ+.

Nel 2015, durante un incrontro per i giovani a Londra, l’allora Arcivescovo di Manila ha riconosciuto le colpe delle Chiesa nella discriminazione delle persone omosessuali. «Le dure parole usate in passato per riferirsi a gay, divorziati e separati, madri nubili, eccetera, in passato erano piuttosto severe», ha detto. In questo modo, ha ammesso, «molte persone che appartenevano a questi gruppi sono state marchiate e questo ha portato al loro isolamento dalla società in generale». Due anni dopo, poi, Tagle si è fatto promotore di una campagna social nelle Filippine che mirava all’accettazione delle persone LGBTQ+. In occasione della Pasqua del 2017 è stato lanciato così il "Lazarus Project" e l’eloquente hashtag "#ResurrectLove". Nel 2019 invece il Cardinale filippino ha utilizzato la ricorrenza del Pride Month per fare un appello diretto ai giovani, a cui è stato chiesto di smettere di discriminare ed «etichettare» le persone LGBTQ+. Al contrario, ha invitato le nuove generazioni a usate «la vostra vocazione, i vostri talenti e la vostra unicità [...] per la gloria di Dio, non contro altre persone o la società».

Oltre le parole, però, Tagle non si è mai speso concretamente per supportare la comunità. Proprio come Francesco, segue la dottrina ufficiale della Chiesa su temi come omosessualità e matrimonio tra persone dello stesso sesso. Per gli stessi motivi, è contrario all’aborto e ostile alla diffusione di contraccettivi e all’educazione sessuale nelle scuole. Queste posizioni intransigenti sono emerse a più riprese durante gli anni. Ad esempio, durante una visita del Papa a Manila, nel 2015, Tagle supportò le osservazioni di Francesco circa la «colonizzazione ideologica» di chi lotta per il matrimonio tra persone dello stesso sesso, il diritto all'aborto e alla contraccezione. La colpa sarebbe quella di minacciare la cosiddetta famiglia tradizionale. Nella stessa occasione, avrebbe anche detto ai giornalisti che alcuni vescovi africani lamentano di subire condizionamenti per ricevere aiuti esteri. Il sostegno verrebbe quindi negato in mancanza dell'accettazione di opinioni considerate come «aliene», cioè il sostegno al matrimonio tra persone dello stesso sesso e al riconoscimento delle identità LGBTQ+.

Non sappiamo se effettivamente cambierà qualcosa per la comunità cattolica LGBTQ+ nel caso in cui Tagle diventasse Papa. Sicuramente, parte del mondo queer guarda con interesse il suo profilo, come dimostrano i numerosi post di sostegno diffusi sui social. Allo stesso tempo, in questi anni anche le aperture di Francesco sono state considerate insufficienti da tante persone LGBTQ+. Dopotutto, come scrive Riedel citando una vecchia battuta: anche nel migliore dei casi il prossimo Papa sarà comunque cattolico.