Quando pensiamo ai disturbi del comportamento alimentare la prima immagine che ci viene in mente è quella di una adolescente che vuole a tutti i costi il corpo di una modella. Ma si tratta di una banalizzazione. Secondo il centro clinico online “Come stai”, specializzato in DCA, le malattie del comportamento alimentare non hanno età, né genere. Come spiega Aurora Caporossi di “Come stai” e founder di Animenta: «È vero che che la maggior parte delle persone si ammala in età adolescenziale, ma a oggi il circa il 60% delle persone che ci chiedono aiuto e che iniziano un percorso di terapia con noi ha più di 40 anni». Inoltre, i disturbi alimentari non sono legati a un corpo specifico. «Non possiamo dire se una persona soffre di un disturbo alimentare dal suo aspetto fisico e dal peso della bilancia», aggiunge. «E questo in alcuni casi costituisce un problema per l’accesso a cure adeguate».

 

Spesso, poi, si pensa che i disturbi del comportamento alimentare siano esclusivamente legati al cibo. «Non possiamo dire che il corpo non abbia un ruolo nei disturbi alimentari, ma chi si ammala di un DCA non lo fa perché vuole fare la modella, non lo fa per una questione estetica», dice Caporossi. «I disturbi alimentari non si legano tanto al concetto di bellezza quanto a quello di perfezione, perfezione nel corpo, perfezione a scuola, perfezione nella vita, nel lavoro. Come se l'amore e il rispetto degli altri te li dovessi meritare». Chi è adulto però fa più fatica a chiedere aiuto. «Ti senti spesso dire: "Ma che fai? Ti ammali di queste malattie da adolescenti? Ci sono problemi più grandi, hai un lavoro una famiglia”», spiega Caporossi.

 

Alcune persone, poi, si sentono schiacciate all’idea di iniziare l’ennesimo percorso di cura. «Sono persone che hanno visto magari tantissimi professionisti, a volte anche moltissimi nutrizionisti che però non sono specializzati nell'ambito dei DCA oppure non riescono a essere di supporto come dovrebbero», dice Caporossi. «Per questo “Come stai” cerca di offrire un approccio multidisciplinare”. È un lavoro integrato: dopo un primo appuntamento gratuito indirizziamo la persona alle varie figure specialistiche».

 

Certo è che è anche la cultura e la società giocano il loro ruolo nella diffusione di queste malattie. «Il disturbo alimentare si infila all'interno della tua vita come possibile soluzione a un qualcosa che stai affrontando», spiega Caporossi. «Quando avevo 16 anni per colpa del DCA compravo i vestiti nel reparto dei bambini perché nelle taglie normali non ci rientravo, ma questa cosa non mi preoccupava affatto». «Diventa una guerra, una rincorsa non tra te e la società, ma tra te stessa e la bilancia. Penso che i disturbi alimentari siano la malattia dei nostri tempi».

 

Il servizio online “Come stai” non vuole sostituirsi agli specialisti in presenza ma fornire supporto, in un momento in cui l’accesso alle cure per chi soffre di DCA è complesso. «Le persone possono cominciare a fare un percorso insieme a noi», spiega Caporossi. «Per questo è importante per noi lavorare con le strutture del servizio sanitario nazionale per dare servizi di qualità e che soprattutto facciano bene alle persone. I disturbi del comportamento alimentare sono malattie psichiatriche, per essere curate non basta la medicina, ma serve anche una nuova cultura».