Al referendum sulla Giustizia ha vinto il No
A scrutinio ormai praticamente chiuso, il No si attesta intorno al 54%, raccogliendo quasi due milione di voti in più rispetto al Sì. L’affluenza finale si è fermata al 58.8%, la seconda più alta mai registrata in un referendum costituzionale dopo quello sulla riforma “Renzi-Boschi” (a cui votò il 65.5% degli aventi diritto).
La riforma, sostenuta dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, era stata approvata nel corso dell’ultimo anno con quattro passaggi parlamentari, due alla Camera e due al Senato. Avendo ottenuto la maggioranza assoluta ma non quella dei due terzi dei componenti delle Camere, il testo è stato sottoposto a referendum. Non era previsto alcun quorum.
Il cuore della riforma bocciata dagli italiani riguardava l’organizzazione della magistratura, con l’introduzione della separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri; la nascita di due Csm separati e di un’Alta corte disciplinare per i magistrati.