«Le disuguaglianze aumentano, ma investiamo in armi»
Il piano annunciato dalla Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen per il riarmo del continente ha creato scompiglio tra i partiti italiani. La linea prevalente dell’opposizione è contraria alla strategia che mira a tutelare la difesa degli Stati membri in previsione del disimpegno statunitense. Ogni forza politica mantiene comunque una certa autonomia. Il M5S, schierato col fronte pacifista più intransigente fin dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, usa i toni più netti. Su Facebook la delegazione del Movimento al Parlamento Europeo ha condiviso una grafica che ritrae von der Leyen in mezzo a uno scenario di guerra. Sopra campeggia la scritta rossso sangue «follia bellicista». Mentre la didascalia del post recita: «Von der Leyen ha superato ogni limite. L’Unione europea è nata per mettere fine alle guerre nel Continente, non per riarmare gli Stati membri e sfidare sul campo di battaglia le altre potenze nucleari». Il M5S di conseguenza annuncia che scenderà in piazza il 5 aprile «per dire no a questa deriva pericolosa».
Si accoda Alleanza Verdi-Sinistra. Se il co-portavoce di Europa Verde Angelo Bonelli definisce il piano «follia pura», il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni accusa Von der Leyen di essere «inadeguata e pericolosa per l’Europa. Per salvare il futuro dell’UE e delle sue popolazioni bisogna mandare a casa questa classe dirigente che racconta solo frottole, che non vuole tutelare l’ambiente, la salute, la scuola e il lavoro degli europei». Più sfumata la posizione del capofila dell’opposizione, il Partito Democratico guidato da Elly Schlein. Per la segretaria dem «quella presentata oggi [ieri ndr] da von der Leyen non è la strada che serve all’Europa. All’Unione europea serve la difesa comune, non il riarmo nazionale. Sono due cose molto diverse».
Schlein poi punta il dito su uno degli aspetti più controversi del piano, ovvero la possibilità di dirottare parte dei fondi europei di coesione – pensati per abbattere le disparità territoriali – su investimenti militari. «È irrinunciabile contrastare le diseguaglianze che sono aumentate – osserva – Per questo è inaccettabile utilizzare i fondi di coesione per finanziare le spese militari nazionali». Al contrario, la leader del PD propone «un grande piano di investimenti comuni per l'autonomia strategica dell'UE, che è insieme cooperazione industriale, coesione sociale, transizione ambientale e digitale, sicurezza energetica e anche difesa comune». Questo orientamento non è scontato per il PD di Schlein, il cui sostegno all’Ucraina – anche attraverso aiuti militari nazionali – è stato sempre inflessibile. I dem hanno scelto di discostarsi dalle forze di centrosinistra europee che invece non hanno bocciato il piano, seppur con qualche distinguo. E anche all’interno del partito non tutti condividono la posizione della segretaria – in particolare la parte più riformista – poiché temono l’isolamento del PD a livello europeo.
L’annuncio di von der Leyen ha invece spaccato il centrodestra italiano. Se la Lega si dice contraria – con motivazioni simili a quelle dem – Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno accolto con entusiasmo il piano per il riarmo. Della stessa idea anche i due partiti centristi dell’opposizione, Italia Viva e Azione. Come sottolinea Pagella Politica, tenendo conto delle posizioni espresse dalle diverse forze politiche la strategia di von der Leyen sarebbe bocciata dal Parlamento italiano.