Nel giorno in cui gli Stati Uniti sospendono gli aiuti militari all’Ucraina, l’Unione Europea annuncia un piano comune per il riarmo senza precedenti. Gli effetti della rottura istituzionale tra Donald Trump e Volodymyr Zelensky consumata la scorsa settimana nello Studio Ovale non hanno tardato a concretizzarsi. Per la prima volta l’Europa si trova costretta a tutelare la sua sicurezza senza il supporto degli Stati Uniti. E come prima cosa, mette mano al portafogli.Domenica i leader del continente, riuniti a Londra, hanno discusso la formazione di una «coalizione di volenterosi» per elaborare un piano di pace per l’Ucraina da far rispettare garantendo una presenza militare nel Paese.

In questa direzione va l’operazione di riarmo che la Presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen ha presentato la mattina di martedì 4 marzo e che verrà discussa durante la riunione straordinaria del Consiglio europeo che si terrà tra due giorni."Rearm Europe", così è stato nominato il piano, punta a sbloccare fino a 800 miliardi di euro di spesa aggiuntiva per la difesa nei prossimi anni. La strategia, articolata in cinque punti, prevede che i Paesi UE possano accedere a 150 miliardi di euro in prestiti per investimenti in settori della difesa che possano beneficiare l'UE nel suo complesso – come la difesa aerea e missilistica o i sistemi anti-droni.Gli Stati potranno aumentare la spesa per la difesa senza attivare i meccanismi dell'UE che limitano i deficit di bilancio. Togliere il freno al debito «consentirà agli Stati membri di aumentare significativamente le loro spese per la difesa senza attivare la procedura per disavanzo eccessivo» ha spiegato von der Leyen davanti ai giornalisti. «Se gli Stati membri aumentassero la loro spesa per la difesa in media dell'1,5% del Pil, ciò potrebbe generare uno spazio fiscale di quasi 650 miliardi di euro in un periodo di quattro anni».

Non si tratta comunque di una misura a costo zero. Sul Foglio David Carretta sottolinea che nonostante le rassicurazioni i Paesi altamente indebitati come Italia e Francia dovranno per forza di cose limitare la spesa pubblica – intervenendo quindi su altre voci – per mantenere una credibilità di fronte ai creditori attivi sui mercati.La Presidente della Commissione UE ha inoltre specificato che gli Stati membri potranno aumentare gli investimenti in difesa reindirizzando i fondi destinati ai programmi di politica di coesione. Tradotto: per finanziare il riarmo si potranno tagliare i budget europei volti a ridurre le disparità economiche, sociali e territoriali tra le diverse regioni europee.Gli ultimi due punti del piano mirano infine a mobilitare il capitale privato «accelerando l’Unione del risparmio e degli investimenti e naturalmente attraverso la Banca europea per gli investimenti». Quest’ultima sarà costretta a modifiicare lo statuto per permettere gli investimenti in ambito militare.Sono misure, dicevamo, senza precedenti. Basti pensare che il piano Next Generation UE per la ripresa dell’Europa dalla pandemia, imbastito dopo difficili trattative che avevano spaccato il continente, ha mobilitato la stessa cifra della strategia di riarmo – circa 800 miliardi di euro. Con la differenza che questa somma verrà ora investita nel settore unico della difesa, e con il consenso pressoché unanime degli Stati membri.Annunciando le misure in conferenza stampa von der Leyen ha usato parole inequivocabili per spiegare l’urgenza di questa azione politica. Dopo che Trump ha palesato i suoi piani per la pace in Ucraina e l’impegno nel continente «la risposta delle capitali europee è stata tanto clamorosa quanto chiara: siamo entrati in un'era di riarmo».