Budapest, 200mila persone al Pride nonostante i divieti
Sabato 28 giugno a Budapest si è svolto il Pride, a cui hanno partecipato circa 200mila persone, nonostante i tentativi del governo ungherese di vietarlo. Nelle settimane precedenti, la polizia aveva negato l’autorizzazione al corteo sulla base di una legge che «vieta la promozione dell’omosessualità» in luoghi accessibili ai minori. A sbloccare la situazione è stato il sindaco della capitale, Gergely Karácsony, che ha patrocinato la marcia sfruttando l’autonomia concessa alle amministrazioni locali. Il ministro della Giustizia aveva minacciato il suo arresto.
Alla manifestazione, che ha attraversato il Danubio da Pest a Buda, erano presenti anche europarlamentari, rappresentanti istituzionali di diversi Paesi europei, tra cui Italia, Finlandia e Germania. In piazza anche Elly Schlein e Carlo Calenda. Hanno aderito ufficialmente 33 Stati, oltre alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Rispetto all’anno precedente, quando si contarono circa 35mila presenze, la partecipazione è aumentata in modo significativo.
Non si sono registrati incidenti. Il percorso è stato leggermente modificato per evitare il contatto con un presidio di estrema destra. La polizia ha mantenuto una presenza discreta, anche se diverse telecamere mobili e software di riconoscimento facciale autorizzati dal governo hanno monitorato l’evento. I partecipanti rischiano multe fino a 200mila fiorini, mentre per gli organizzatori la pena può arrivare a un anno di carcere.
00:46
Alla manifestazione, che ha attraversato il Danubio da Pest a Buda, erano presenti anche europarlamentari, rappresentanti istituzionali di diversi Paesi europei, tra cui Italia, Finlandia e Germania. In piazza anche Elly Schlein e Carlo Calenda. Hanno aderito ufficialmente 33 Stati, oltre alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Rispetto all’anno precedente, quando si contarono circa 35mila presenze, la partecipazione è aumentata in modo significativo.
Non si sono registrati incidenti. Il percorso è stato leggermente modificato per evitare il contatto con un presidio di estrema destra. La polizia ha mantenuto una presenza discreta, anche se diverse telecamere mobili e software di riconoscimento facciale autorizzati dal governo hanno monitorato l’evento. I partecipanti rischiano multe fino a 200mila fiorini, mentre per gli organizzatori la pena può arrivare a un anno di carcere.