Dalla Francia arriva una lezione sui casi di violenza di genere
di Melissa AgliettiMartedì 13 maggio, un tribunale di Parigi ha dichiarato l'attore francese Gérard Depardieu colpevole di aver aggredito sessualmente due donne sul set di un film del 2021, condannandolo a 18 mesi di carcere con sospensione condizionale. L’attore sarà inserito anche nella lista dei molestatori sessuali.
Depardieu dovrà inoltre versare alle due donne in totale seimila euro per i danni morali. Dovrà inoltre versare a ciascuna di loro mille euro a titolo di risarcimento per i danni da vittimizzazione secondaria. Secondo il Consiglio d’Europa questa definizione «non si verifica come diretta conseguenza dell’atto criminale (l’abuso subito, ndr)» ma attraverso la risposta che le «istituzioni» e altri soggetti ancora danno alla vittima, con il risultato di spostare l’attenzione o la responsabilità dalla persona che ha commesso la violenza alla persona che l’ha subita.
Durante il processo, gli avvocati delle due donne hanno infatti denunciato l'approccio del team di difesa di Depardieu. Durante il processo, Jérémie Assous, l'avvocato dell'attore, ha definito le due donne «bugiarde» e «isteriche» e ha tenuto un atteggiamento misogino. «Queste osservazioni, per loro stessa natura, costituiscono una vittimizzazione secondaria», ha affermato il giudice.
Anche circa 200 avvocati francesi hanno firmato una lettera aperta durante il procedimento, esortando la magistratura a combattere quello che hanno definito sessismo in aula. L'avvocato di Depardieu ha «usato sessismo e misoginia a suo piacimento» per screditare le donne e il loro team legale, hanno affermato.
Una delle due donne ha poi raccontato quanto sia stato difficile il processo, che le ha portato una sensazione di stress e angoscia ancora più forte di quanto già non sentisse. «Questo non dovrebbe accadere quando si è parte di un processo. Non bisogna essere sottoposti agli insulti, al disprezzo dell’avvocato di una delle parti», ha detto l’accusa.
L'avvocato di Depardieu ha dichiarato che presenterà ricorso contro la condanna, aggiungendo: «Nel momento in cui si viene accusati di violenza sessuale, si viene automaticamente condannati».
In passato, l’Italia è stata invece condannata più volte dalla Cedu, la Corte europea dei diritti umani, per la tendenza a colpevolizzare le vittime durante i processi per violenza. La vittimizzazione secondaria porta come conseguenza una minore denuncia delle violenze per evitare di rivivere le condizioni di sofferenza a cui è stata sottoposta la vittima. Come spiega la Corte di Cassazione in una sentenza del 2021: «La vittimizzazione secondaria è una conseguenza spesso sottovalutata proprio nei casi in cui le donne sono vittima di reati di genere, e l’effetto principale è quello di scoraggiare la presentazione della denuncia da parte della vittima stessa».