Trump ottiene il rilascio di un ostaggio americano da Hamas e accetta in regalo un jet dal Qatar
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ottenuto il rilascio di Edan Alexander, il primo soldato dell'Idf di sesso maschile a essere liberato da Hamas dal 7 ottobre scorso. Alexander, cittadino americano di origini israeliane con doppia cittadinanza, apparteneva alla brigata Golani ed era stato catturato durante l’attacco al kibbutz Nirim e trattenuto per 584 giorni nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riferito dai familiari, è stato «torturato nei tunnel, affamato e tenuto in gabbia per molto tempo». Il rilascio è avvenuto ieri pomeriggio grazie a una trattativa diretta tra emissari statunitensi e Hamas, condotta senza il coinvolgimento del governo israeliano. L'accordo, riporta La Repubblica, ha irritato il premier Netanyahu, perché parlare con i responsabili degli attacchi del 7 ottobre per il governo di Israele equivale a riconoscerli.
La liberazione di Alexander è avvenuta in modo discreto, senza la propaganda visiva che aveva accompagnato in passato altri rilasci. Il giovane indossava una semplice t-shirt e un cappellino nero, accompagnato da miliziani bendati tramite la Croce Rossa nei pressi di Khan Yunis. Il rilascio arriva a pochi giorni dall’annunciata visita di Trump in Medio Oriente. «Un omaggio di Hamas a questa visita», lo ha definito Netanyahu. Il presidente Usa ha affidato le trattative a due figure chiave del suo entourage: Adam Boehler, inviato speciale per gli ostaggi, e Steve Witkoff, uomo d’affari coinvolto anche nei colloqui con Iran, Russia e Arabia Saudita. Secondo fonti diplomatiche, i colloqui in corso a Doha prevedono una nuova proposta per il rilascio di dieci ostaggi e una graduale smilitarizzazione di Hamas, in cambio dell’avvio di negoziati per il cessate il fuoco e il ritiro dell’esercito israeliano dalla Striscia di Gaza. Al momento, gli attacchi su Gaza proseguono e non è stata dichiarata alcuna tregua. Anzi, proprio pochi giorni fa Netanyahu aveva annunciato l'intenzione di occupare tutta la Striscia di Gaza.
Sul piano diplomatico, l’offensiva politica di Trump nella regione si intreccia con un gesto simbolico di forte impatto: il presidente USA ha confermato di aver accettato un Boeing 747 extralusso come regalo dal Qatar, in occasione della sua prossima visita ufficiale a Doha. Il jet – in dotazione alla famiglia reale Al-Thani e definito dalla stampa americana “un palazzo volante” – verrà temporaneamente utilizzato come nuovo Air Force One, in attesa della consegna del modello statunitense commissionato nel 2018. Trump ha respinto le critiche arrivate dal Partito Democratico statunitense: «È un grande gesto del Qatar. Sarebbe stupido rifiutare», ha scritto su Truth. Il gesto di Doha rafforza ulteriormente i legami tra gli Stati Uniti e il Qatar in un momento delicato per gli equilibri regionali. Trump, secondo più fonti, sta gestendo canali paralleli con Teheran, Hamas e gli Houti (il gruppo armato yemenita sostenuto dall'Iran), spiazzando Israele e proponendosi come interlocutore centrale con l'Arabia Saudita (ma non solo) per una possibile soluzione diplomatica dal conflitto in corso.