Oggi oltre 524mila studenti in tutta Italia stanno affrontando la prima prova scritta della Maturità 2025. In alcune scuole, i maturandi si sono presentati in aula indossando la kefiah, il tradizionale copricapo arabo diventato simbolo della resistenza palestinese. La protesta simbolica è stata promossa dal collettivo Osa (Opposizione Studentesca d'Alternativa), che ha invitato gli attivisti-maturandi alla «solidarietà con il popolo palestinese», in opposizione a Israele, «che oltre a essere responsabile di un genocidio porta il Medioriente e il mondo in guerra».

«A scuola ci consigliano di presentarci agli esami in abiti “dignitosi”: pantalone lungo d’obbligo e magari anche una camicetta per l’orale», scrivono gli attivisti. «Bene, per noi non c’è nulla di più dignitoso che portare sulle spalle o attorno al collo il simbolo della dignità e della resistenza del popolo palestinese». Le kefiah – riporta Repubblica – sono comparse in diversi istituti: al Cavour e al Plauto di Roma, all’Avogadro e al Gobetti di Torino, al Colombo e al Pertini di Genova, al Minghetti di Bologna, allo Scacchi di Bari, al Serpieri di Rimini e al Cardarelli di La Spezia.

Davanti al liceo Montessori di Roma, invece, poco prima della campanella, la Rete degli Studenti Medi del Lazio ha manifestato contro la struttura attuale dell’esame di Stato. «Questa maturità non mi renderà maturo, Ministro ascoltaci», hanno dichiarato gli attivisti. «Sono anni che denunciamo come l’attuale maturità vada ripensata per rispondere alle esigenze della comunità studentesca e del proprio futuro. Inoltre, l’attuale curriculum dello studente è fortemente discriminante rispetto alle opportunità singole di ciascuno studente».

Per la Tipologia A, gli studenti si sono confrontati con una poesia di Pasolini e un estratto da “Il Gattopardo” di Tomasi di Lampedusa. La Tipologia B proponeva un brano storico dedicato agli anni Trenta e al New Deal, firmato da Piers Brendon, un testo sul concetto di “Rispetto” scritto da Riccardo Maccioni per la Treccani, e una riflessione scientifico-filosofica di Telmo Pievani sulle implicazioni evolutive e culturali della visibilità.

Infine, la Tipologia C – Tema di attualità offriva due tracce: un discorso di Paolo Borsellino, intitolato “I giovani, la mia speranza”, che valorizza il ruolo civico delle nuove generazioni, e un articolo di Anna Meldolesi e Chiara Lalli sul tema dell’indignazione e sul ruolo dei social network nel dibattito pubblico contemporaneo.