«Questa maturità non mi renderà maturo, Ministro ascoltaci». Questa mattina, 18 giugno, davanti al Liceo Montessori di Roma, la Rete degli Studenti Medi del Lazio ha organizzato un sit‑in per denunciare l’attuale struttura dell’esame di Maturità.

«Il Ministro Valditara continua a ignorare studenti e studentesse su tante questioni», ha spiegato Bianca Piergentili, coordinatrice regionale dell’associazione. «Sono anni che denunciamo come l’attuale maturità vada ripensata per rispondere alle esigenze della comunità studentesca e del proprio futuro. Inoltre, l’attuale curriculum dello studente è fortemente discriminante rispetto alle opportunità singole di ciascuno studente». Secondo la Rete, ripensare l’esame significa anche ripensare l’intero sistema formativo: «Abbiamo bisogno di una scuola che ci prepari al futuro, senza prepararci per prove inutili», ha concluso Piergentili nel suo appello.

Oggi oltre 524.000 studenti in tutta Italia stanno affrontando la prima prova scritta della Maturità 2025, con inizio alle 8:30 e una durata massima di sei ore. Il Ministero ha predisposto sette tracce, suddivise in tre tipologie.

Per la Tipologia A – Analisi del testo, sono stati proposti due brani: una poesia di Pier Paolo Pasolini, tratta da Appendice I a “Del Diario”, e un estratto in prosa da Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.

La Tipologia B – Testo argomentativo comprendeva un brano storico dedicato agli anni Trenta e al New Deal, firmato da Piers Brendon, un testo sul concetto di «Rispetto» scritto da Riccardo Maccioni per la Treccani, e un contributo di taglio scientifico-filosofico di Telmo Pievani, che riflette sulle implicazioni evolutive e culturali della visibilità nel nostro tempo.

Infine, la Tipologia C – Tema di attualità proponeva due tracce: un discorso di Paolo Borsellino, intitolato «I giovani, la mia speranza», incentrato sul valore civico delle nuove generazioni, e un articolo di Anna Meldolesi e Chiara Lalli sul tema dell’indignazione e sul ruolo dei social network nel dibattito pubblico contemporaneo.

Le tracce affrontano tematiche ampie e rilevanti, spaziando dalla riflessione sulla memoria storica e letteraria fino alle questioni civili e sociali più urgenti, come dignità, rispetto, giustizia e l’influenza dei social media. La mobilitazione studentesca continua a sottolineare la distanza tra ciò che viene richiesto all’esame e le competenze realmente necessarie per affrontare il futuro.

Il ciclo scolastico si conclude con la Maturità, ma per molti studenti il percorso si interrompe prima: il 3,5% non raggiunge il diploma, con picchi in regioni come Sardegna (7,1%) e Calabria. Questo, secondo gli studenti, è uno dei segnali dell’inadeguatezza del curriculum e dell’esame. Il messaggio della Rete invita il Ministro a “ascoltare”: non seminare prove, ma coltivare cittadini consapevoli e competenti, capaci di orientarsi nella vita e nel lavoro. Domani, 19 giugno, ci sarà la seconda prova scritta tematica. Poi sarà il turno della terza prova e degli orali.