C’è una nuova flotilla in viaggio verso Gaza
Una nuova flottiglia è in viaggio verso Gaza: entro 72 ore, condizioni meteo permettendo, dovrebbe avvicinarsi alla zona critica. Dopo l’intercettazione in acque internazionali di tutte le barche della Global Sumud da parte della marina israeliana, altre 11 imbarcazioni hanno proseguito il viaggio. Per gli organizzatori si tratta della «seconda ondata».
La nuova flottiglia è partita da Otranto e Catania ed è sostenuta da due organizzazioni: la Freedom Flotilla, attiva dal 2009, e la più recente ThousandMadleen. In mare otto barche e due mini-velieri, tra cui la Conscience, danneggiata a maggio da un attacco con drone a largo di Malta e ora riparata. A bordo quasi cento tra medici, infermieri e giornalisti di 25 Paesi.
Tra loro il chirurgo trentino Riccardo Corradini, 32 anni, che nel 2019 ha lavorato negli ospedali della Striscia. Corradini ha definito Gaza «l’unico posto al mondo in cui un medico non può andare a dare una mano ai colleghi», riporta La Repubblica. E ha aggiunto: «Non serve solo un corridoio umanitario, serve un corridoio umano. Noi ci mettiamo i nostri camici».
La mobilitazione prosegue anche su altri fronti: ieri 45 imbarcazioni erano salpate ieri da Arsuz, in Turchia: sembravano essere dirette verso Gaza, ma sembrano essersi limitate a un’azione dimostrativa. Bloccate invece le cinque barche egiziane, ferme per questioni burocratiche. Gli attivisti collegano il ritardo alle pressioni di Israele sul Cairo riguardo al possibile trasferimento di palestinesi nel Sinai. Nel frattempo, l’esercito israeliano ha intercettato anche la Marinette, l’ultima delle navi della Global Sumud Flotilla ancora in navigazione. Tutti gli attivisti della Sumud sono stati arrestati e dovrebbero essere rimpatriati nei prossimi giorni. I 4 parlamentari italiani che erano a bordo delle navi sono già stati rilasciati: il loro arrivo è previsto in mattinata a Fiumicino.
Il rischio di intercettazione è noto agli attivisti, che hanno seguito in diretta l’assalto israeliano alla Global Sumud. «Quando mi sono laureato ho fatto un giuramento: difendere la vita. Non saprei immaginare come farlo meglio di così», ha concluso Corradini.