Tutti gli occhi sulla Flotilla
Sono ore decisive per la Global Sumud Flotilla, la più grande missione umanitaria mai organizzata per rompere il blocco israeliano attivo dal 2007 sulla Striscia e aprire un corridoio umanitario permanente per raggiungere la popolazione palestinese stremata dal massacro israeliano. «Siamo a meno di cento miglia nautiche dalla possibile zona di intercettazione - spiega l’attivista italiano Tony Lapiccirella da una delle imbarcazioni - il ministro della Difesa ci ha appena comunicato che a fine giornata la nave della Marina Militare ci lascerà». Dalla fregata militare Alpino - inviata dal ministro della Difesa - arriverà un messaggio quando le barche si avvicineranno alla zona critica, forse già nella notte tra martedì e mercoledì. Crosetto non ha nascosto la sua preoccupazione: «Siamo preoccupati, visto anche l'incidente avvenuto anni fa in quella zona, in cui sono morti dieci turchi», ha detto. Il riferimento è alla tragedia della Mavi Marmara del 2010, quando l’esercito israeliano uccise 10 attivisti della Freedom Flotilla.
«Se Israele blocca la Flotilla, bloccheremo di nuovo le città»
Dal comitato direttivo della Global Sumud Flotilla l’indicazione è chiara: si va avanti, stop a qualsiasi mediazione. Respinte le richieste di consegnare gli aiuti a Cipro arrivate dal Governo e dal Capo dello Stato Mattarella. Quali sono i possibili scenari? Attacchi con i droni, come quelli già avvenuti nei porti tunisini e a largo di Creta. Ma anche sequestro della nave e deportazione e rimpatrio degli attivisti, come avvenuto nei casi delle spedizioni della Handala e della Madleen, fermate mentre si trovavano ancora in acque internazionali. «Se ci dovessero fermare, almeno 9 di noi rischiano di tornare un po’ più tardi degli altri», spiega La Piccirella. Il ministro degli Esteri israeliano ha infatti fatto sapere che gli attivisti che tentano per la seconda volta di violare il blocco israeliano (giudicato illegittimo dalla risoluzione ONU 1860 del 2009) subiranno un trattamento diverso.
Le prossime saranno quindi ore decisive: la rotta delle circa 50 imbarcazioni si può monitorare tramite desktop o anche attraverso l’app realizzata da Forensic Architecture. Nel frattempo, continuano le mobilitazioni in Italia e in tutto il mondo. Il sindacato Si Cobas ha indetto un nuovo sciopero generale per Gaza il 3 ottobre, mentre sabato 4 ci sarà un corteo nazionale a Roma. Diverse piazze in Italia sono state invece trasformate in presidi permanenti per tenere alta l'attenzione sulla Flotilla e sul genocidio in corso. «Se Israele blocca la flottiglia, noi blocchiamo tutto», è la frase che circola sui canali social.