Cosa fanno questi droni nelle campagne cinesi?
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Il tradizionale lavoro dei campi può influenzare e convivere con l’intelligenza artificiale? Secondo l’artista Cao Fei – da sempre interessata alle ripercussioni della tecnologia sulla vita quotidiana – sì, e non solo: l’AI può essere un’alleata dell’ecologia. Come in molti altri Paesi, infatti, la crisi climatica sta compromettendo la disponibilità di acqua e di manodopera anche in Cina – e allora Cao Fei ha trascorso gli ultimi tre anni all’interno delle aziende agricole di XAG, il più grande fornitore di strumenti “agritech” del Sud-Est asiatico, per studiare come gli algoritmi dialoghino con il lavoro rurale.
Usando XAG come caso-studio, l’artista ha documentato da una parte come i droni e i sistemi di posizionamento satellitare stiano rivoluzionando il mestiere umano – e dall’altra come alcuni comportamenti, invece, siano rimasti invariati nonostante l’avvento della robotica: i contadini, che erano soliti venerare le divinità dell’abbondanza, adesso indirizzano le proprie preghiere alle macchine.
Il frutto di questa ricerca è diventato adesso un’esposizione pensata appositamente per gli spazi di Fondazione Prada a Milano, “Dash” – dal suono tagliente che fanno le macchine volanti; un granaio, un tempio e una piccola piantagione di banani convivono con schermi, droni agricoli e documenti storici. «Non si tratta di un idillio pastorale della tecnologia», spiega la stessa Cao Fei: «ma di uno sguardo archeologico sull’agricoltura intesa come “ingegneria geologica”». È possibile visitarla fino al 28 settembre.
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Il tradizionale lavoro dei campi può influenzare e convivere con l’intelligenza artificiale? Secondo l’artista Cao Fei – da sempre interessata alle ripercussioni della tecnologia sulla vita quotidiana – sì, e non solo: l’AI può essere un’alleata dell’ecologia. Come in molti altri Paesi, infatti, la crisi climatica sta compromettendo la disponibilità di acqua e di manodopera anche in Cina – e allora Cao Fei ha trascorso gli ultimi tre anni all’interno delle aziende agricole di XAG, il più grande fornitore di strumenti “agritech” del Sud-Est asiatico, per studiare come gli algoritmi dialoghino con il lavoro rurale.
Usando XAG come caso-studio, l’artista ha documentato da una parte come i droni e i sistemi di posizionamento satellitare stiano rivoluzionando il mestiere umano – e dall’altra come alcuni comportamenti, invece, siano rimasti invariati nonostante l’avvento della robotica: i contadini, che erano soliti venerare le divinità dell’abbondanza, adesso indirizzano le proprie preghiere alle macchine.
Il frutto di questa ricerca è diventato adesso un’esposizione pensata appositamente per gli spazi di Fondazione Prada a Milano, “Dash” – dal suono tagliente che fanno le macchine volanti; un granaio, un tempio e una piccola piantagione di banani convivono con schermi, droni agricoli e documenti storici. «Non si tratta di un idillio pastorale della tecnologia», spiega la stessa Cao Fei: «ma di uno sguardo archeologico sull’agricoltura intesa come “ingegneria geologica”». È possibile visitarla fino al 28 settembre.