Autistici/Inventati chiude. Il collettivo italiano nelle scorse settimane era stato destinatario delle sanzioni antiterrorismo emesse dall’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump. «Non possiamo accettare uno scontro o prestarci a strumentalizzazioni che mettano in pericolo le loro vite, le vite dei loro cari, lasciandole alla mercé di autocrati, fascisti e agenzie che agiscono per vie extra-legali. La concreta possibilità di poter essere la causa di conseguenze penali o finanziarie per qualcuno che ci è vicino, o che anche solo interagisce con noi non ci permette altre scelte», si legge nel comunicato del collettivo. Gli attivisti sono stati accusati dall’amministrazione Trump di aver sostenuto organizzazioni che gli Stati Uniti considerano terroristiche, come, tra le varie, il PKK, il Partito dei Lavoratori del Kurdistan, o formazioni di sinistra radicale.

Una scelta che si inserisce coerentemente nella crociata che l’amministrazione statunitense sta conducendo contro i movimenti che gravitano nell’orbita dell’anticapitalismo e dell’antifascismo, e che ha visto nell’inserimento del movimento Antifa tra le organizzazioni terroristiche la sua manifestazione più lampante.  Autistici/Inventati era nato nel 2001, «dall’incontro di individualità e collettivi provenienti dal mondo antagonista e anticapitalista, impegnati a lavorare con le tecnologie e attivi nella lotta per i diritti digitali» ed era attivo nella fornitura di sistemi informatici indipendenti, come blog, servizi email e siti web ad altri attivisti e collettivi. Il collettivo faceva riferimento a Indymedia, la rete di mediattivisti indipendenti attiva soprattutto durante il g8 di Genova e gli anni delle contestazioni No Global.

Le sanzioni statunitensi avevano avuto subito delle conseguenze economiche: Banca Etica aveva dovuto sospendere il conto attraverso il quale gli attivisti raccoglievano le donazioni necessarie a mantenere in piedi l’infrastruttura. Banca Etica aveva fatto anche fatto sapere di essere al lavoro per acquisire «ulteriori pareri tecnici per valutare i margini di manovra consentiti dal provvedimento USA». Ma alla fine l’impatto della sanzioni ha costretto il collettivo ad annunciare la chiusura delle attività.