Le chat dei cittadini europei rischiano la sorveglianza permanente
Negli ultimi 5 anni l’Unione Europea è stata attraversata da un dibattito molto acceso sulle norme da attuare per combattere la pedopornografia online. Il centro della questione è fino a che punto esporre i cittadini a violazioni della privacy al fine di individuare materiale pedopornografico contenuto in mail e chat di messaggistica.
Giovedì scorso il Parlamento Europeo ha approvato l’estensione fino al 3 aprile 2028 della prima versione del cosiddetto “Chat Control”, così rinominato perché, in deroga alle nome europee sulla privacy, consente a fornitori di servizi online privati di utilizzare sistemi automatizzati per individuare materiale pedopornografico nelle comunicazioni digitali. Al momento la scansione è effettuata in base alla volontà dell’azienda, sui contenuti già inviati.
Si tratta di un pacchetto normativo temporaneo, introdotto nel 2021 e scaduto lo scorso aprile. Il Partito Popolare Europeo (centrodestra) ha voluto e ottenuto la proroga grazie alla mancanza della maggioranza assoluta dei voti contrari, una pratica di conteggio inusuale che è stata giudicata come una forzatura da chi si oppone alla norma. In termini relativi, infatti, i voti contrari in aula hanno superato quelli favorevoli.
Entro il prossimo anno le istituzioni europee e gli Stati membri dovranno quindi accordarsi sul futuro di queste norme. In particolare dovranno decidere se adottare una normativa ancora più intransigente, che è stata presentata nel 2022 dall’allora Commissaria europea per gli Affari Interni Ylva Johansson. Questa versione ampliata del Chat Control prevede la possibilità di controllare anche le comunicazioni protette da crittografia end-to-end, che al momento sono escluse dal regolamento. Il controllo sarebbe in questo caso più invasivo, perché legato a un sistema che scansiona i contenuti direttamente sul dispositivo dell’utente, mentre vengono creati e caricati. Le aziende non sarebbero direttamente obbligate ad utilizzare questo sistema, ma poiché le nuove regole imporrebbero loro di adottare ogni misura necessaria a ridurre i rischi, il loro utilizzo sarebbe praticamente vincolato. In un secondo momento le aziende invierebbero le segnalazioni alle autorità competenti.
Questa versione del Chat Control non è mai stata approvata per via dei numerosi rischi per la privacy. Il sistema può produrre numerosi falsi positivi, perché non sempre è possibile ricostruire correttamente il contesto, chi scrive e quali sono gli obiettivi della comunicazione. Inoltre, come sottolineato dalle associazioni per i diritti digitali, il sistema costruisce le basi legislative e tecniche per la sorveglianza. Una volta implementato potrebbe essere utilizzato dai governi per controllare le comunicazioni tra attivisti, giornalisti, politici e oppositori.