Dopo la chiusura di Phica.net, avvenuta alla fine di agosto, un altro sito frequentato da milioni di uomini permette di generare immagini di donne spogliate con l’intelligenza artificiale. Su Phica.net migliaia di utenti pubblicavano foto di donne senza il loro consenso; il nuovo forum offre servizi pornografici ed erotici e comprende una sezione, denominata “AI undress anybody”, in cui a pagamento è possibile creare immagini pornografiche a partire da fotografie reali reperibili online.

La giornalista Francesca Barra ha denunciato il sito dopo aver scoperto alcune immagini generate con l’AI raffiguranti se stessa. Come sottolinea Selvaggia Lucarelli nella sua newsletter, sul portale compaiono riferimenti a telecamere di sicurezza, studi medici e hotel. Si tratterebbe «molto probabilmente di riprese ottenute da impianti di videosorveglianza collegati a server vulnerabili o hackerati. In altri casi, i video sembrano provenire da dispositivi domestici, ad esempio i baby monitor o le telecamere Wi-Fi, lasciati senza protezione o password».

In Italia la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti è punita con la reclusione da uno a sei anni e con multe tra i 5mila e i 15mila euro. Tuttavia, come sottolinea il Corriere della Sera, ottenere la chiusura di questa piattaforma, attiva da oltre undici anni, non sarà semplice. Gli utenti non sono solo italiani e il dominio presenta «una configurazione tipica delle piattaforme che privilegiano l’anonimato».

Secondo chi studia il fenomeno, parlare di “revenge porn” non è corretto: non si tratta di vendetta, ma di cameratismo e affermazione di superiorità sugli altri. Come spiega Manolo Farci, «chi condivide le fotografie è spinto più dal bisogno di ottenere approvazione da altri uomini che dal proposito di colpire direttamente la persona ritratta». La vittima viene così disumanizzata fino a scomparire, restano solo «lo sguardo maschile, il suo desiderio, il suo diritto presunto a essere messo al centro».

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