Chat Control, la Germania blocca la legge UE sulla sorveglianza delle chat: «Rischi per la privacy inaccettabili»
La Germania ha annunciato che il Paese non sosterrà la controversa proposta di legge europea rinominata “Chat Control” per via dei rischi per la privacy dei cittadini. Si blocca in questo modo il processo di approvazione del regolamento Csar, pensato per limitare la diffusione di contenuti pedopornografici online attraverso tecnologie per la scansione delle chat private dei cittadini. La Commissione UE, che ha presentato la proposta, sostiene la sicurezza della normativa, mentre diverse organizzazioni ed esperti la giudicano inefficace e pericolosa, poiché aprirebbe le porte alla sorveglianza di massa.
Il voto atteso in Consiglio dell’Unione Europea – che riunisce i Ministri dei Governi UE – per il 14 ottobre è stato cancellato. Con il no della Germania infatti viene meno la maggioranza qualificata necessaria per dare il primo via libera, che avrebbe aperto i negoziati tra Commissione, Consiglio e Parlamento per la definizione di un testo comune – il cosiddetto trilogo. In una dichiarazione, Jens Spahn, a capo del gruppo parlamentare conservatore al Bundestag, ha detto che la CDU è contraria «al monitoraggio ingiustificato delle chat. Sarebbe come aprire tutte le lettere a titolo precauzionale per vedere se contengono qualcosa di illegale. Questo non è accettabile, e non lo permetteremo». In seguito, la Ministra tedesca della Giustizia, Stefanie Hubig, ha confermato che la Germania non accetterà la proposta.
Lo stop, per il momento non definitivo, è stato possibile grazie a una campagna dal basso che ha fatto pressione su partiti e parlamentari. Patrick Breyer, attivista per i diritti digitali ed ex membro del Parlamento europeo con il Partito Pirata, ha detto che «di fronte a un’ondata di chiamate ed email da parte dei cittadini, i Socialdemocratici stanno mantenendo la loro posizione e, per la prima volta, anche la leadership conservatrice sta esprimendo critiche. Senza la resistenza instancabile di cittadini, scienziati e organizzazioni, i governi dell’UE avrebbero approvato la prossima settimana una legge totalitaria sulla sorveglianza di massa, che avrebbe segnato la fine della privacy digitale».