Il 2025 segna un punto di svolta nell'infanzia digitale. Sempre più bambini italiani iniziano a interagire con l’intelligenza artificiale prima ancora di capire cos’è davvero. E spesso, lo fanno per sentirsi meno soli.

Secondo il nuovo report Connected Kids pubblicato da Norton, il 40% dei genitori italiani afferma che i figli usano l’AI per compagnia o supporto emotivo. Chatbot, assistenti virtuali, intelligenze artificiali “amiche”: sono i nuovi interlocutori dell’infanzia. Ma non tutti i genitori sembrano preoccupati: il 48% pensa che l’AI possa stimolare creatività e apprendimento.

I numeri, però, raccontano una realtà più complessa.

Il 7% dei genitori italiani ha dichiarato che i figli sono stati vittime di cyberbullismo. È meno della media globale (13%) e molto meno rispetto agli Stati Uniti (24%), ma resta un segnale chiaro: i rischi esistono.

In più, l’80% dei crimini informatici si basa su manipolazioni emotive, e per gli aggressori l’età non conta, come ricorda Leyla Bilge, Global Head of Scam Research di Norton e madre di due figli.

E non basta bloccare lo schermo per tenerli al sicuro.

L’81% dei genitori italiani dice di monitorare quanto tempo i figli passano online. Ma il 39% ammette che i ragazzi riescono comunque ad aggirare i controlli. Il punto, quindi, non è solo tecnico: serve un approccio basato sul dialogo.

«Anche mia figlia trova modi per superare i limiti che le imposto», racconta Silvia Signorelli, Senior Marketing Manager di Norton. «Per questo credo che, oltre ai filtri, serva comunicazione aperta e continua».

Il report offre anche 5 consigli pratici per aiutare i genitori a proteggere i figli nel mondo digitale:
 

  1. Parlare presto, non solo quando succede qualcosa.
  2. Usare i parental control con intelligenza, senza trasformarli in sorveglianza.
  3. Insegnare a riconoscere i segnali di pericolo.
  4. Dare l’esempio, anche spegnendo lo smartphone a cena.
  5. Restare coinvolti, curiosi e informati, sempre.

 

Perché il digitale è parte della vita quotidiana. E non deve diventare un territorio ostile.