Dal 28 luglio lo SPID potrebbe non essere più gratuito per tutti. Due tra i principali gestori, Aruba e InfoCert, hanno già introdotto (o stanno per introdurre) un costo annuale per il rinnovo del servizio: 5,98 euro, IVA inclusa. Una cifra contenuta, certo. Ma il punto non è economico: è politico.

Per anni, l’identità digitale è stata presentata come un diritto d’accesso ai servizi della Pubblica Amministrazione. Oggi, complice l’incertezza sui fondi pubblici e un sistema ancora in fase di transizione, quello che era un diritto rischia di diventare un abbonamento.

Una questione di fondi

Tutto parte da qui: un finanziamento pubblico da 40 milioni di euro, approvato a marzo e pensato proprio per sostenere i provider privati dello SPID, è ancora bloccato. Le aziende, di fronte a questa incertezza, iniziano a muoversi da sole. Lo scenario più probabile? Che anche altri gestori – come Sielte, TIM, Namirial o Intesa – seguano la stessa strada, introducendo un costo annuale per gli utenti. E a quel punto, addio gratuità.

Le convenzioni tra Stato e provider scadranno a ottobre, ma già dal 9 luglio inizieranno i tre mesi previsti per ridiscuterle. E il braccio di ferro è appena iniziato.

Oggi lo SPID è usato da oltre 39 milioni di italiani, e il 70% ha scelto PosteID. Se anche Poste dovesse iniziare a far pagare, milioni di persone potrebbero ritrovarsi a dover pagare per continuare ad accedere a servizi pubblici online come INPS, Agenzia delle Entrate o ANPR.

Il Codacons ha già parlato apertamente di “grave scorrettezza” nei confronti dei cittadini, minacciando cause legali contro lo Stato e AgID. Perché in fondo, chi ha incentivato l’adozione dello SPID ora sembra volerne scaricare i costi sul cittadino.

Cosa puoi fare: alternative e soluzioni se il tuo SPID diventa a pagamento

Niente panico: almeno per ora, lo SPID non è a pagamento per tutti. Ma se sei cliente Aruba o InfoCert, ti conviene leggere con attenzione.

  • Verifica la scadenza SPID: il rinnovo a pagamento scatterà solo al momento della scadenza. Per InfoCert, succede solo dopo il 28 luglio.

  • Nessun rinnovo automatico: se non accetti le nuove condizioni, il servizio verrà interrotto, ma non ti verrà addebitato nulla.

  • Recedere dal contratto SPID InfoCert:

    • Via PEC: revoca.spid@legalmail.it

    • Raccomandata A/R a: InfoCert S.p.A., Piazzale Flaminio 1/B, 00196 Roma

  • Cambiare provider SPID: al momento, Poste Italiane, Sielte, TIM e altri offrono ancora SPID gratuito. Basta attivare un nuovo SPID e revocare quello vecchio.

  • Usare la CIE: la Carta d’Identità Elettronica è una valida alternativa gratuita allo SPID. Per usarla ti servono:

    • l’app CIE ID

    • un lettore NFC (da desktop)

    • il PIN della carta

Negli ultimi mesi, gli accessi con CIE sono aumentati del 30%. Il governo spinge in questa direzione, ma il rapporto tra SPID e CIE resta ancora di 10 a 1.

Pagare o non pagare: questione di principio

Non si tratta solo di soldi, ma di diritti digitali. L’identità digitale SPID dovrebbe essere una infrastruttura pubblica, non un servizio commerciale a pagamento. Se davvero vogliamo una Pubblica Amministrazione digitale accessibile, serve che lo Stato garantisca la gratuità, non la rimetta al mercato.