Se qualcosa è gratuito, allora il prodotto sei tu
di Tommaso ProverbioSe qualcosa è gratuito, il prodotto sei tu. Non è una teoria del complotto, ma il modello economico su cui si regge l’intero mondo digitale. Piattaforme, app, servizi: tutto ciò che non paghi con soldi lo stai pagando con i tuoi dati.
Il filosofo e informatico Jaron Lanier lo spiega chiaramente: i tuoi dati personali sono la moneta più preziosa nell’economia digitale. Jaron Lanier, tra i primi a denunciare questo sistema, lo chiama “comportamentismo digitale”. Le piattaforme non si limitano a raccogliere informazioni su di te: le usano per modellare il tuo comportamento. Più dati fornisci, più diventi prevedibile. Più sei prevedibile, più sei un bersaglio perfetto per la pubblicità. E la pubblicità mirata è l’oro nero dell’era digitale.
I giganti del web costruiscono profili dettagliatissimi su di te per vendere pubblicità sempre più mirate. Non stanno solo usando ciò che sai, ma influenzano ciò che farai. Il problema: siamo immersi in un sistema in cui ogni click, like o scroll contribuisce ad alimentare un’industria che monetizza le nostre informazioni, spesso senza che ce ne rendiamo conto.
Secondo uno studio di Statista, nel 2023, il mercato della pubblicità online ha superato i 600 miliardi di dollari: una cifra resa possibile dai dati che condividiamo online ogni giorno. Non solo non vieni pagato per tutto questo, ma la tua privacy viene continuamente erosa senza che tu te ne accorga.
Ma non è solo una questione economica. La perdita di controllo sui nostri dati minaccia la nostra privacy, la nostra libertà e persino il modo in cui pensiamo. Lanier lo chiama “comportamentismo digitale”: le piattaforme non si limitano a prevedere il nostro comportamento, ma lo modellano.
Non possiamo uscire da questo sistema da un giorno all’altro, ma possiamo iniziare a pretendere di più. Pretendere più trasparenza, più tutela, più consapevolezza. La privacy non è un lusso, è un diritto.