Ieri si sono conclusi gli ottavi di finale del terzo Mondiale di calcio maschile senza l’Italia, ma non per questo senza festeggiamenti nelle nostre strade. In molte città infatti il torneo è diventato un'occasione di incontro tra culture diverse: piazze, locali e quartieri si sono riempiti di bandiere, cori e festeggiamenti per sostenere le nazionali del cuore delle comunità – straniere e non.

A Milano il legame più evidente è quello con il Marocco, che insieme a Francia, Spagna, Belgio, Inghilterra, Norvegia, Argentina e Svizzera ha raggiunto i quarti di finale della competizione. La numerosa comunità marocchina presente in città e nell'area metropolitana ha trasformato le partite di Hakimi e compagni in momenti di grande partecipazione collettiva, con migliaia di persone scese in strada per celebrare i risultati della squadra.

A Napoli il rapporto con l'Argentina resta speciale grazie al mito di Diego Armando Maradona, che ha creato un legame profondo tra la città e il popolo argentino. Ma accanto alle grandi comunità ci sono anche realtà più piccole, come quella capoverdiana, che si è ritrovata per vivere insieme le emozioni del torneo concluso con uno storico sedicesimo di finale.

Anche Roma racconta questo fenomeno attraverso i suoi quartieri. A Centocelle, ad esempio, le celebrazioni della comunità marocchina hanno coinvolto non solo i cittadini di origine marocchina, ma anche altre comunità arabe e tanti abitanti del quartiere, trasformando la festa sportiva in un momento di condivisione.

Tanti italiani, orfani della maglia Azzurra, hanno deciso di “adottare” una delle Nazionali in corsa per il titolo, creando una sinergia tra comunità locali e straniere, che spesso si trovano, insieme, davanti a un maxischermo per tifare.