La fase a gironi del primo Mondiale a 48 squadre si è chiusa con un dato che riscrive la geografia del calcio: 9 squadre africane su 10 si sono qualificate per i sedicesimi di finale 

Solo la Tunisia è rimasta fuori. Per il resto Marocco, Senegal, Algeria, Egitto, Ghana, ma anche le sorprese assolute come l'esordiente Capo Verde, il Congo, la Costa d'Avorio e il Sudafrica hanno raggiunto la fase ad eliminazione diretta della rassegna (il Sudafrica ieri è stato però già eliminato dai padroni di casa del Canada).

Mercoledì 1 luglio alle 18.00 il Congo sfiderà l’Inghilterra e sugli spalti dell’Atlanta Stadium ci sarà ancora una volta lui: Michel Kuka Mboladinga, per tutti  “Lumumba Vea” ("Lumumba vive"). È il super-tifoso del Congo che dal 2013 assiste a tutte le partite della nazionale rimanendo perfettamente immobile per 90 minuti (e oltre). Indossa un abito sartoriale blu, giallo e rosso, ha gli occhiali spessi e la riga di lato tipica degli anni '60. Ha il braccio destro teso verso il cielo, congelato nella stessa identica posa della statua di Patrice Lumumba a Kinshasa.

«Patrice Lumumba rappresenta la libertà, il potere forte, la prosperità e la sovranità del nostro Paese», spiegano i tifosi congolesi. E in un Mondiale in cui la RD Congo ha conquistato la sua prima storica vittoria battendo 3-1 l'Uzbekistan, quella statua umana è diventata un simbolo politico.

Del peso politico di questo Mondiale, di colonialismo nel calcio e molto altro abbiamo parlato nella nuova uscita della nostra newsletter Out of Feed, “Il calcio è politica”.