«Fermate il baratro in cui state conducendo l’umanità»
Durante la sfida di campionato contro la Lazio della scorsa giornata, la Gradinata Nord del Genoa ha scelto di fermarsi per cinque minuti. Nessun coro, nessun tamburo, solo silenzio. Un silenzio che parlava più di mille parole, accompagnato da uno striscione eloquente: «E se la paura di guardare Gaza vi ha fatto chinare il mento sarà sempre complicità del vostro infame silenzio».
Un gesto che ha sorpreso lo stadio e che i tifosi rossoblù hanno spiegato con un volantino distribuito sugli spalti. «La nostra intenzione non è quella di politicizzare la Gradinata, dove le uniche bandiere che entrano sono quelle legate al Grifone e i colori rossoblù» – si legge. «Tuttavia, ci sono situazioni che vanno oltre il calcio, che toccano nel profondo la coscienza di ciascuno di noi».
Anche a Napoli, nella notte di Champions League contro lo Sporting Lisbona, la Curva B ha srotolato uno striscione in sostegno del popolo palestinese: «Fermate il baratro in cui state conducendo l’umanità. Basta guerra, basta atrocità».
Il tema, intanto, si allarga oltre gli spalti. Nelle ultime settimane si è discusso molto sull’opportunità di escludere Israele dalle competizioni internazionali. Soprattutto in Italia, dove la nostra Nazionale affronterà quella israeliana il 14 ottobre a Udine. Un sondaggio YouGov commissionato da Eko Movement ha rivelato che quasi 7 italiani su 10 sarebbero favorevoli alla sospensione delle squadre israeliane dalla FIFA. Un consenso trasversale, che non risente di età, appartenenza politica o provenienza geografica.
Nonostante ciò, e nonostante alcune indiscrezioni circolate nei giorni scorsi, per ora la UEFA non voterà sull’espulsione della federazione israeliana. La decisione è stata congelata, in attesa di verificare gli sviluppi legati al piano di pace presentato dal presidente americano Donald Trump.