La Spagna pronta a boicottare i mondiali di calcio 2026 se ci sarà Israele
Il portavoce del gruppo socialista al Congresso, Patxi López, ha dichiarato che la Spagna campione d’Europa in carica potrebbe valutare la possibilità di non prendere parte al Mondiale di calcio del 2026 qualora Israele dovesse qualificarsi. Un’ipotesi che arriva a pochi giorni dall’annuncio dell’emittente televisiva RTVE, che ha comunicato che la Spagna si ritirerà dall’Eurovision 2026 se nel concorso sarà ammessa la partecipazione israeliana.
«In questo momento Israele sta invadendo via terra la Striscia di Gaza e questo richiede una reazione», ha detto López incontrando i giornalisti. «La stragrande maggioranza della società spagnola non sopporta e non tollera che le immagini che vediamo ogni giorno in tutti i telegiornali passino sotto il nostro silenzio complice. Vedere neonati e bambini assassinati, persone colpite mentre cercano cibo perché vengono fatte morire di fame, città rase al suolo perché qualche ricco del mondo vuole costruirci un resort, o vedere un’intera popolazione sterminata, non è né diritto alla difesa né lotta contro una banda terrorista come Hamas: è un genocidio».
Secondo il deputato socialista, la mobilitazione della società civile in Spagna, visibile anche nelle recenti proteste durante la Vuelta (la corsa ciclistica a tappe), dimostra che «l’immensa maggioranza della società scende in strada a protestare contro il genocidio. Lo fa soprattutto quando una squadra israeliana, finanziata da qualcuno che sostiene direttamente Netanyahu e la sua strage, percorre le nostre strade. Questo si chiama dignità di un popolo che non vuole essere complice».
López ha quindi richiamato la necessità che anche lo sport si faccia carico di questa posizione. «La società israeliana deve reagire e capire cosa pensiamo, nel resto del mondo, di ciò che sta facendo il suo governo. (…) Vogliamo che, se le squadre israeliane non possono partecipare agli eventi sportivi o all’Eurovision, qualcuno cominci ad aprire gli occhi. I nostri, intanto, sono aperti e non tollerano ciò che vedono: per questo non possiamo e non resteremo in silenzio».
Il portavoce socialista ha inoltre ricordato «le decine di sportivi palestinesi assassinati in questo conflitto», criticando chi si oppone all’esclusione di Israele dagli eventi internazionali: «Si scandalizzano perché si impedisce un evento sportivo, ma non hanno mai detto nulla delle decine di sportivi palestinesi assassinati. Mai, nulla. Allora, era davvero per lo sport o per i soldi che muove questo sport?».
Per López la coerenza richiede che Israele sia escluso dalle competizioni, così come già avvenuto per la Russia. «Perché con la Russia sì e con Israele no? Dov’è la differenza?», ha chiesto, annunciando l’intenzione di sollecitare gli organismi sportivi competenti a imporre un veto. In caso contrario, la Spagna potrebbe considerare il ritiro dalle competizioni in cui fosse prevista la partecipazione israeliana, compreso il Mondiale 2026 in programma negli Stati Uniti, in Messico e in Canada. «È quello che stiamo facendo in questo momento, poi lo valuteremo», ha concluso.